Campo estivo riservato a bambini mussulmani: iniziativa a Bologna

Il Centro Islamico di Bologna ha organizzato un campo estivo solo per i bambini italiani mussulmani. Il campo estivo sarà ospitato nella moschea An-Nur.

Campo estivo bambini mussulmani
Campo estivo bambini mussulmani

Il Centro Islamico di Bologna ha organizzato un campo estivo solo per i bambini italiani mussulmani. Il campo estivo sarà ospitato nella moschea An-Nur di via Pallavicini. Si tratta di un progetto pilota, unico in Italia. L’ideatrice, Rasmea Salah, spiega così l’iniziativa: “I campi estivi normali sono troppo costosi e di solito i bambini si trovano in ambienti cattolici, laici o atei. Per questo abbiamo pensato a un campo estivo che sia abbastanza economico e con attività islamiche”.

Rasmea Salah poi ha continuato: “Per i bambini cattolici ci sono attività organizzate dalla Curia o gli scout. Anche noi abbiamo bisogno di insegnare i principi dell’Islam ai nostri bambini che durante l’anno sono molto impegnati a scuola.”

Campo estivo riservato a bambini mussulmani

L’iniziativa è stata pubblicizzata per mezzo di qualche locandina, in cui c’è scritto: “Dai 6 ai 10 anni: aiuto compiti, educazione islamica e divertimento.” Il campo poi verrebbe incontro alla “esigenze di genitori lavoratori musulmani che non sanno come organizzare il tempo libero dei figli nelle lunghe vacanze estive dalla scuola”.

Matto Maria Zuppi, vicario generale del vescovo del vescovo di Bologna, non ha tardato a commentare la notizia. “Come diocesi organizziamo Estate Ragazzi – ha detto -. Essendo una sorta di prosecuzione dell’attività parrocchiale, prevede qualche momento di preghiera e riflessione. Ma per fare una partita a pallone non serve essere cattolici. Estate Ragazzi è frequentata anche da moltissimi bimbi di altre confessioni o di nessuna confessione. Siamo davvero aperti a tutti senza preclusioni. Poi capisco che si senta il bisogno di fare educazione alla fede nel proprio ambito, ma questo non compromette nulla”.

La protesta

Non sono ovviamente mancate le critiche a questa iniziativa. “Si inizia coi campi scuola islamici, si finisce con le scuole islamiche – ha dichiarato Galeazzo Bignami, deputato di Forza Italia. “E perché? Perché le scuole laiche non vanno bene per loro. Alla faccia della laicità dello Stato. Per non parlare delle scuole cattoliche che non vanno bene perché troppo cattoliche. Ma non dovevano integrarsi? Non dovevamo operare per abbattere muri e distinzioni? Ecco come usano la nostra ‘tolleranza’. Già sento i sinistrati dire che è una cosa bellissima. Sveglia Bologna, prima che sia troppo tardi! Questa città l’abbiamo creata noi e prima di noi i nostri padri e i nostri nonni”.

Umberto Bosco, consigliere comunale della Lega, ha definito il compo estivo un “passo indietro sull’integrazione” e di “passo indietro sull’integrazione”. L’iniziativa “contribuisce ad alimentare le tendenze ad autoghettizzarsi tipiche di alcune comunità come quella islamica, rallentando o invertendo il percorso d’integrazione eventualmente in atto”.


Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.