Operazione Malapianta, decisivi i collaboratori di giustizia

Decisive nella disarticolazione della cosca Mannolo le dichiarazione dei collaboratori di giustizia, alcuni dei quali a CiSiamo.info avevano denunciato di essere stati abbandonati dallo Stato.

Operazione Malapianta

L’operazione Malapianta, condotta dalla Guardia di Finanza, contro le cosche della provincia di Crotone ha portato al fermo di 35 persone, ma soprattutto ha smantellato, di fatto, la cosca Mannolo. Decisive, per arrivare agli arresti, le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, alcuni dei quali hanno denunciato proprio a CiSiamo.info di non sentirsi tutelati e protetti dallo Stato

L’operazione Malapianta a Crotone

L’operazione Malapianta, con i suoi 35 arresti, ha di fatto smantellato la cosca Mannolo, ma anche anche raggiunto alcuni importanti trafficanti di droga di Crotone. Secondo la ricostruzione degli investigatori, coordinati dal Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, è stata smantellata una “potentissima locale di ‘ndrangheta”.

Inoltre, tra i fermati, ci sono anche esponenti provenienti da altri territori della Calabria oltre che dalla provincia di Crotone.

Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia

Secondo quanto riferito dagli inquirenti, decisive sarebbero state le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e, in particolare, negli atti dell’inchiesta sono coinvolti i verbali di Giuseppe Cavallaro, Antonio Sesisto, Luigi Bonaventura, Angelo Cortese, Giuseppe Liperoti, Vincenzo Marino, Tommaso Mazza, Francesco Oliverio e Gennaro Pullice.

Spiccano alla nostra attenzione, fra questi, i nomi di Luigi Bonaventura e Vincenzo Marino, perché entrambi (il secondo tramite la moglie, essendo detenuto) hanno denunciato a CiSiamo.info come non si sentano protetti dallo Stato e abbandonati, a se stessi, insieme alle loro famiglie, fra mille difficoltà e molteplici rischi.

Le loro denunce, riportate da CiSiamo.info, assumono quindi una maggiore valenza se ancora oggi le loro rivelazioni risultano utili ancora oggi per disarticolare organizzazioni criminali, come con l’operazione Malapianta.

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Fabrizio Capecelatro
Sono nato a Milano nell’emblematica data 09/09/90. Napoletano di origini e di "spirito", è alla città partenopea che rivolgo gran parte della mia attenzione di giovane giornalista. Sono autore dei libri "Lo Spallone – Io, Ciro Mazzarella, re del contrabbando", edito da Mursia nel 2013; "Il sangue non si lava – Il clan dei casalesi raccontato da Domenico Bidognetti", edito da ABEditore nel 2017, e "Omissis 01 – La vera storia di Rosa Amato: camorrista per vendetta, pentita per amore", edito da Tralerighe nel 2018.