Sindaco bruciato vivo, si andrà in appello

Ci sarà il processo d'appello per l'omicidio di Giovanni Piscitelli, il sindaco del Casertano bruciato vivo nella sua auto.

Sindaco bruciato vivo
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Ci sarà il processo d’appello per l’omicidio di Giovanni Piscitelli, il sindaco del Casertano bruciato vivo nella sua auto in un orrendo delitto che aveva già escluso la pista della camorra. Pentiti del calibro di Oreste Spagnuolo ed Antonio Farina avevano infatti già chiarito, in primo grado, come i malommi dei Casalesi con quel crimine efferato non c’entrassero nulla.

Sindaco bruciato vivo

Il resto lo avevano fatto i riscontri giunti a dibattimento. Piscitelli venne trovato morto nel 2008, arso vivo, a pochi metri dalla sua auto, che era stata data alle fiamme da ignoti. A finire imputato fu Pietro Acanfora, un ingegnere che con Piscitelli aveva avuto rapporti e, pare, dissapori. L’uomo era responsabile dell’Ufficio Tecnico del comune di Cervino, di cui la vittima era sindaco.

Il professionista era stato assolto con ampia formula in primo grado e con rito abbreviato, ma le parti civili avevano presentato un ricorso che è sfociato nella fissazione del processo di secondo grado a fine maggio, fra pochissimi giorni (fonte Adn Kronos). Secondo i riscontri il primo cittadino era riuscito ad uscire dal suo veicolo dato alle fiamme, ma non senza essere avvolto prima dalle stesse, che non gli avrebbero lasciato scampo; dagli arti inferiori in su, l’uomo era diventato una torcia umana, fino a morire per le orribili ustioni riportate. Un mistero, quello del delitto Piscitelli, che potrebbe essere sciolto grazie anche all’entrata in vigore della Legge Orlando, che consente la nuova escussione dei dichiaranti.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.