Il grande “bluff” di Di Maio, NO e tagli di Tridico: flop e disfatta del Reddito di Cittadinanza

Il vessillo dei 5stelle brucia per autocombustione, con gli “stupri” dell’INPS sul reddito minimo e “calcoli del pazzo” tra ridotti e rinunce, da 6 milioni a qualche decina d’euro

Reddito Card
Il vessillo dei 5stelle brucia per autocombustione, con gli “stupri” dell’INPS sul reddito minimo e “calcoli del pazzo” tra ridotti e rinunce, da 6 milioni a qualche decina d’euro

Quello che adesso bisognerebbe trovare è “il pazzo”. Il Fantasma “di quell’Opera”, che dietro le quinte ha manipolato, cambiato, tagliato senza ritegno ciò che era stato presentato come la grande battaglia “per gli italiani”, per la loro dignità, per “vincere la povertà” dei 5/6 milioni di poveri accertati dalle statistiche in questo paese, i cittadini sotto il livello minimo di sopravvivenza in questo Stato europeo, occidentale civile e (pressappoco) sviluppato.

Un paese dove i conti non tornano mai, dove i calcoli sono sempre sbagliati, dove le risorse si trovano solo all’ultimo minuto, magari facendo ancora debiti. Quelli che fanno lievitare costantemente il grosso macigno di Sisifo che non cala mai, ma continua ad aumentare, sempre, vertiginosamente; che costa d’interessi ogni anno più di quattro manovre di bilancio, tra l’indifferenza generale e l’incoscienza dei politici di casa, che a tutto pensano, per acquisire consenso elettorale e poltrone nei palazzi, tranne che a pagare, o almeno tentare di ridurre, anche solo un po’ per volta il debito collettivo che non giungerà mai al saldo. E che lasceremo in pesante rosso fisso ancora in salita, anelastico e pericoloso, ai nipoti.

Quei ragazzi svegli, che usano il computer come noi anziani usavamo la nuova Bic, che avendo intuito le intenzioni degli zii, si stanno incazzando e “sommuovendo” nelle piazze, anche contro la Polizia, costretta ormai in tenuta antisommossa come divisa ordinaria, a difendersi dietro gli scudi di plastica, per scansare tutto quello che gli tirano addosso. Quando la Polizia, invece di andare ad arrestare delinquenti e malavitosi da mettere in carcere è tenuta in ostaggio da scalmanati furiosi contro lo Stato, che manifestano animosamente e con rabbia il loro disagio e uno sdegno giunto a livelli di insopportabilità, lo Stato è perdente e vinto. Persa la fiducia, perso il consenso, persa ogni considerazione di merito ed ogni possibilità di riacquistarla.

I giovani italiani, molti di loro con lauree nei settori di cui il paese continua a dichiarare carenza, vanno via. “Emigranti” competenti e capaci, che dopo un “lavoretto” alimentare, magari a lavare piatti in qualche pub o a servire hamburger da Mc Donald, in paesi dove si parlano altre lingue e ci sono bandiere differenti, si presentano col loro curriculum nelle aziende o nei centri di ricerca vicini ai loro interessi e studi, e trovano lavoro e retribuzioni al minimo doppie di quelle che il paese loro avrebbe potuto offrire.

Il Ministro dello Sviluppo economico s’è proposto di bloccare quel dissanguamento di cervelli e di braccia, e di creare opportunità per i tanti altri giovani in ormai inerte attesa di un posto di lavoro irraggiungibile con la concessione, non solo a loro ma anche ai pensionati da fame, un più dignitoso reddito minimo nazionale che permettesse una condizione di vita, se pur minima, in grado di mangiare tutti i giorni, bere un bicchiere di vino ai non astemi, di comprare un paio di scarpe per sostituire quelle bucate, anche perché non ci sono in giro più calzolai con trincetto e deschetto a ripararle.

Aveva vinto le elezioni sventolando quella bandiera e quegli slogan, ottenuto fiducia e speranza di un futuro migliore e più sopportabile, ottenuto l’approvazione in Parlamento, anche se le risorse disponibili per quel progetto scaldato in seno da tempo, s’erano rivelate inferiori alle necessità evidenziate, dati in mano, dalla situazione devastante che giorno dopo giorno s’andava evidenziando. Ma la tenacia audace, la volontà, la “tigna”, del vicepresidente del contratto di Governo sono riuscite a farlo, e a portare a compimento il sogno. Poi, il fantasma ha rovinato tutto: i 780 euro sulla card gialla sono diventati 80, 50, 40. E la gente, sembrano già 130.000, un esercito, comincia a dire no grazie, per dove ci state prendendo? E per dire No bisogna pure pagare, dice il Messaggero. No, senza ringraziamento, con assalto alle porte di chi ha mentito e trasformato spudoratamente, truccando le carte, che manco stanno più in tavola.

Era l’illusione “finale” 5 stelle: Carpe diem “chi vuol esser lieto sia, del diman non v’è certezza”. Ma l’illusione s’è sciolta, come la neve, che ancora a maggio sta imbiancando le strade d’Italia.

Ennio Testa
Nel mezzo del cammin di… sua ottava decade, e non sentirsela addossol, dopo averne viste, sentite, vissute, lette e meditate di tutti i colori, di luce e di buio. Nato e vissuto a Roma, la città del cuore, di cui ama persino i “sanpietrini”, con ascendenze e attiva tradizione milanese, trasferito poi nelle terre etrusche altrettanto amate. Libero e vagabondo ha calpestato e conosciuto le vie di tutta l’Italia e della mezza Europa dove l’impegno l’ha portato, sommando esperienza e saperi che oggi l’aiutano a scrivere.