Ultime notizie della tradizione del “pizzo”. Salita al Nord diventa “tangente”

95 indagati: 12 arresti in carcere, 16 arresti domiciliari, 15 obblighi di firma: un bollettino di guerra: di vittoria per “i buoni”, di sconfitta per”quelli dei soldi”.

Pizzo diventa
Pizzo diventa "tangente"

Alessandria, Asti, Novara, Torino, Milano, Monza /Brianza, Pavia. Non Trapani, Palermo, Caltanissetta, Enna. E’ la conferma che il “pizzo” che nel tempo andato denominava il ricercato elegante prodotto delle “mani di fata” delle merlettaie e delle ricamatrici è divenuto altra cosa, malavitosa, “migrante” invadente e pervasiva. Con la mafia che sale, di classe, di ceto e di latitudine, continuamente, senza pudore. Arrivando ora a a lambire le Provincie, le Regioni, il Parlamento, corrompendo uomini e istituzioni.

La corruzione ha sempre serpeggiato indomita dovunque lo Stato abbia dimostrato la sua debolezza e la sua incapacità di contrastare la volontà di potere e la bramosia di denaro che sono sempre state alla base dei comportamenti di sfida secolare del brigantaggio di strada, dei rapimenti a riscatto, dei pirati in mare e dei furfanti in ogni territorio abitato da uomini operosi cui sottrarre il frutto del lavoro e della fatica. In questa attività si spoliazione e appropriazione indebita sulle spalle di braccianti bisognosi del quotidiano pane accompagnato con qualsiasi cosa appetibile, si distinguono ancora oggi nelle campagne i “pirati di terra” forse più ignobili di quelli oceanici: i “caporali”, che infettano i lavori agricoli, i raccolti, le ceste e le cassette dei mercati ortofrutticoli e dei supermercati col loro particolare “pizzo”, legato al pulmino di trasporto al campo e col taglieggiamento della misera paga per le ore di sudore, le dita doloranti e la schiena a pezzi di quegli uomini, e donne lavoranti pluriprecariati.

ne parliamo in pausa pranzo

Oggi, proprio nel senso di giornata odierna, le notizie di pizzo e corruzione si allargano come i cerchi nell’acqua intorno al primo sasso gettato: notizie di indagini e indagati per i soliti reati e truffa ai danni dello Stato, arrivano recentissime anche dalla Sicilia, notizie non insolite e non considerabili novità. Recentissime pure le altre: per gli stessi motivi e le stesse qualificanti ipotesi di reato pervengono dalla Calabria, dove sono in attesa di giudizio personaggi di spicco dell’amministrazione pubblica in stretti rapporti d’amicizia e di affari molto poco chiari con esponenti della ‘ndrangheta (cambiano i nomi, e i dialetti, ma i sistemi sono sempre gli stessi). Oggi hanno saputo ufficialmente dei fascicoli aperti a loro nome dai magistrati che indagano da tempo a raccogliere e collegare fatti contatti e prove a loro carico.

L’ultima notizia quotidiana arriva da Bruxelles, la nuova capitale, sede del supergoverno del paese, lì monsieur Moscovici ha ribadito la ulteriore crescita fuori controllo del debito pubblico italiano (che ai connazionali costa ogni anno circa 80 miliardi) invitando ancora una volta a tenere i conti sotto stretta sorveglianza, e a darci da fare per un programma di inderogabile riduzione.

Commenta su Facebook
Ennio Testa
Nel mezzo del cammin di… sua ottava decade, e non sentirsela addossol, dopo averne viste, sentite, vissute, lette e meditate di tutti i colori, di luce e di buio. Nato e vissuto a Roma, la città del cuore, di cui ama persino i “sanpietrini”, con ascendenze e attiva tradizione milanese, trasferito poi nelle terre etrusche altrettanto amate. Libero e vagabondo ha calpestato e conosciuto le vie di tutta l’Italia e della mezza Europa dove l’impegno l’ha portato, sommando esperienza e saperi che oggi l’aiutano a scrivere.