Corteo del Primo Maggio a Torino, carica contro i No Tav

Tensioni al corteo del Primo Maggio a Torino per uno spezzone di No Tav che sono stati fermati da una carica della polizia prima che raggiungessero la testa del corteo

Corteo Primo Maggio (Facebook, Cisl Piemonte)
Tensioni al corteo del Primo Maggio a Torino (Foto da Facebook, Cisl Piemonte)

A Torino è partito il corteo del Primo Maggio, guidato dall’Anpi, istituzioni e sindacati. Ma non sono mancate le tensioni, già dall’inizio del corteo. La Polizia ha infatti bloccato con una carica e manganellate alcuni No Tav. Il gruppo stava cercando di raggiungere la testa del corteo passando dai portici di via Po.

Lo spezzone No Tav al corteo

“È lo spezzone del Pd o della polizia? Forse qualcuno ha pensato che non si possa sfilare al primo maggio. Togliete la polizia di qui”, avrebbe detto lo speaker dello spezzone No Tav. “Vogliamo arrivare anche noi fino in fondo, in piazza San Carlo”, hanno detto, “per portare alla città le nostre idee di un movimento che è molto più moderno di quanto lo vogliano far passare”.

Presenza stigmatizzata da Chiara Appendino

Una presenza, quella dei No Tav, che è stata stigmatizzata dalla sindaca di Torino Chiara Appendino. “Non bisogna farlo diventare un corteo sì Tav o no Tav, non è questo il tema di oggi. Ma il lavoro e dobbiamo ricordarci quanto sia doveroso per ciascuno di noi lavorare per la dignità del lavoro”, ha ricordato la Appendino. “Lavoro che è dignità, è la strada per avere soddisfazioni economiche, sociali personali e bisogna lavorare tutti insieme per questo diritto”, ha detto poi.

Le parole dei Sindacati al corteo del Primo Maggio di Torino

E’ intervenuto al corteo del Primo Maggio di Torino anche il segretario della Uil Gianni Cortese, che ha dichiarato: “Oggi bisogna essere in piazza per ribadire il valore lavoro per la vita delle persone, per chi c’è l’ha, chi non ce l’ha, per chi ha un lavoro precario”. Dello stesso avviso il segretario della Cisl Domenico Lo Bianco, che ha affermato: “Il Primo Maggio è l’occasione per riflettere sul lavoro che manca, che cambia, sulla precarietà, e su come dare voce alla nostra piattaforma per favorire crescita, sviluppo e creare buona occupazione”.

Per Enrica Valfrè, segretaria Cgil, oggi “è la festa delle persone che lavorano, che cercano un lavoro, dei pensionati. In una città come Torino, è un momento importante per ribadire che il lavoro è centrale per lo sviluppo della città, del Paese e dell’Europa”. “Un giorno di festa ma anche di lotta” ha aggiunto Valfrè, “per mettere insieme le richieste di ciascuno e farle diventare un’unica grande richiesta di tutti perché il lavoro torni a essere centrale, un lavoro con diritti che metta al centro la persona e il suo bisogno di dignità e libertà”.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.