Intervista “nel vento” al Ministro della Salute Giulia Grillo, medico

Corridoio d'ospedale
Corridoio d'ospedale

Dopo i fatti a dir poco sconcertanti di inettitudine, incapacità organizzativa e menefreghismo a Fabriano, e di indegna comunicazione dalla Regione Marche.

Le riepiloghiamo, per Sua conoscenza e chiarezza d’esame, quanto accade in una Regione italiana che non vanta particolari meriti sanitari ed ospedalieri, ma che rappresenta, oggi al peggio, le condizioni dei “diritti del malato” che vengono calpestati e vilipesi dai soliti operatori e dirigenti attivi, si fa per dire, nelle varie strutture della Sanità della Repubblica. Personale medico, infermieristico, direttivo e organizzativo, pagato dai contribuenti per dare cura e assistenza, per essere vicini al dolore e alle necessità di coloro che chiamano “pazienti” in una sorta di considerata attesa e sopportazione abulica paziente e tollerante, che sconvolge la realtà del male e del “pronto” soccorso, della diligenza dovuta al cittadino nel momento della necessità e di ricorso all’intervento ospedaliero, dell’ascolto e presa in carico…

Questi i fatti che in questa insolita, virtuale intervista richiedono la Sua attenzione, e la risposta da parte del massimo rappresentante istituzionale. Un’anziana Signora “centoduenne” ha bisogno di una ecografia in una struttura sanitaria di Fabriano, nota cittadina “della carta” nelle Marche. Dovrebbero accoglierLa col sorriso, stenderle un Red Carpet di riguardo alla Sua età, dimostrarsi disponibili, anche invalidando liste d’attesa e prenotazioni, di fronte alla Sua richiesta urgente, invece burocrati indegni e incapaci Le fanno sapere che “Per tutto il 2019 non ci sono posti liberi” e per completare l’imbecille evidenza assistenziale“torni l’anno prossimo”.

Si può trattare così, come ai tempi degli ospedali da campo della Croce Rossa, una Signora nata mentre l’Italia subiva la disfatta di Caporetto, sopravvissuta a morbillo, tifo, tubercolosi e spagnola che nel 1917 mietevano vittime, la Sanità era solo militare, diretta dal Ministero della Guerra ?

Lei, Ministro, è a conoscenza di questo episodio, e di ciò che ne è seguito ?

L’ecografia della Signora era urgente. Si immagina che l’urgenza venga determinata dal medico curante nel compilare la prescrizione per la sua anziana paziente “centoduenne”. Un’età nella quale oltre al rispetto degli anni si dovrebbe guardare con particolare cura attenzione e dedizione sanitaria, anche stravolgendo ogni fila, come si fa alla Posta per le signore in gravidanza, i ciechi, i disabili, le persone con problemi di mobilità. Fabriano invece s’attacca alla prenotazione, alla rigidità delle visite calendarizzate secondo programma, con calma, magari eseguite tra una pausa caffè e la pausa pranzo quotidiana: minuti, ore contrattuali irrinunciabili come prevede il regolamento di servizio, e il diritto sindacale. Che alla Signora non tocca, per vecchiezza del tempo andato.

Medici e addetti in camice bianco si sono comportati correttamente, secondo le norme di servizio e quelle deontologiche ?

L’attesa prospettata alla Signora è la stessa in tutto il territorio marchigiano; posti liberi per effettuare quella ecografia non ce ne sono. Lo ribadisce la Regione, dichiarando che si sta lavorando per “migliorare i risultati anche per le programmate, perché vogliamo che la risposta si realizzi in 180 giorni”, 180! Sei mesi! E chi ha dato quella risposta non si vergogna, non arrossisce, non vede alternative organizzative, non precetta nessuno, non chiama i vigili del fuoco, (unico baluardo certo all’incapacità, al disastro, all’idiozia) non se ne accorge dell’assurdità della sua risposta da burocrate coi calli al cervello. Continua con le “problematiche” della Signora sono importanti “per noi” (non per la Signora!) rappresenta la fascia di cittadini, la più fragile, che ci sta particolarmente a cuore” E te pareva che non lo dicesse così! A me, che lo sto scrivendo, si sta contraendo lo stomaco, mi viene da vomitare!

Lei, Ministro e Medico, tenuta in camice dal giuramento di Ippocrate, non sente qualche scricchiolio? E da politico di Governo, non ritiene che ci siano”poltrone”e spazi mal occupati, da rimuovere per patente incapacità umana, e di gestione?

Ancora, perché non è finita: alla figlia della Signora di 102 anni dicono che non c’è posto a Fabriano, nè in tutte le Marche. Interviene subito la Regione (ma chi è ‘sta Regione?) “Non è vero, c’è posto a Settembre!” Il 24 Settembre! Siamo ad Aprile, togliamolo tutto anche se è il 20, restano solo cinque mesi d’attesa e di pause caffè del personale sanitario, e dell’”individuo” regionale che non arrossisce nel promulgare le notizie dell’ultimo minuto della sua Regione, disastrata dal terremoto, e terremotata dai “capetti” di una burocrazia vergognosa che con tanto fronte di mare dovrebbe pensare a un tuffo definitivo suicida.

Un altro caso eclatante di cui CiSiamo s’è occupato. Quello della sosta”in branda” nel Pronto Soccorso, anziché a casa propria in attesa di richiamo a letto libero

Come avviene, civilmente e con rispetto della dignità del “paziente”, in altre strutture di Sanità nel mondo, gestite “per” il paziente, e non per la convenienza della struttura ospedaliera e del personale che lì opera, dove in temporanea mancanza di letti “operativi” nelle stanze di reparto dedicate alla patologia specifica, il solito paziente (che quella caratteristica, maltrattata, di solito la perde) non viene trattenuto in corridoio, ma con garbo e cortesia, rimandato a casa ad attendere la chiamata telefonica che lo convoca non appena il letto, intanto prenotato e assegnato, si liberi per fine trattamento del precedente inquilino

Lei Ministro, Signora Grillo, non ritiene che quella funzione di astanteria, oggi trasferita al Pronto Soccorso, che ha altri compiti di urgente intervento immediato, sia da ridefinire, riportando la “reception” alla sua realtà ?

Ennio Testa
Nel mezzo del cammin di… sua ottava decade, e non sentirsela addossol, dopo averne viste, sentite, vissute, lette e meditate di tutti i colori, di luce e di buio. Nato e vissuto a Roma, la città del cuore, di cui ama persino i “sanpietrini”, con ascendenze e attiva tradizione milanese, trasferito poi nelle terre etrusche altrettanto amate. Libero e vagabondo ha calpestato e conosciuto le vie di tutta l’Italia e della mezza Europa dove l’impegno l’ha portato, sommando esperienza e saperi che oggi l’aiutano a scrivere.