25 aprile, manifestazioni in (quasi) tutta Italia: ecco i Comuni che non parteciperanno

Previste manifestazioni in tutta Italia per il 25 aprile, ma ci sono comuni dove la festa della Liberazione sarà sottotono, quasi inesistente: Cumiana e Lentate sul Seveso, mentre a Trieste l'Anpi non potrà parlare dal palco

25 aprile
Previste manifestazioni in tutta Italia per il 25 aprile, ma ci sono comuni dove la festa della Liberazione sarà sottotono, quasi inesistente: Cumiana e Lentate sul Seveso, mentre a Trieste l'Anpi non potrà parlare dal palco

Nonostante il clima di polemica che in questi giorni sta dilangando riguardo alle celebrazioni per il 25 aprile, in quasi tutta Italia sono previsti cortei per la Festa della Liberazione.

Le manifestazioni per il 25 aprile

Tra i maggiori eventi previsti per il 25 aprile, c’è quello di Milano. Qui un corteo si snoderà lungo Corso Venenzia dalla ore 14, per giungere in Piazza Duomo. Confermata la presenza del Sindaco Giuseppe Sala insieme alla segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan. In rappresentraza dell’Anpi ci sarà il Presidente Carla Nespolo. A Roma invece, il corteo partirà al mattino, alle 9.30, e da largo Bompiani arriverà a Porta San Paolo.

Nel centro Italia

A Gattatico, in provincia di Reggio Emilia, verranno ricordati i sette fratelli Cervi, che vennero trucidati dai nazisti il 28 dicembre del 1943. A Bologna è prevista una tre giorni tra piazze e giardini. Si sfilerà invece dalle 10 a santa Croce e poi in Piazza della Signoria a Firenze. Il corteo sarà accompagnato dalla presenza del vicepresidente del Consiglio Superiore della magistratura David Ermini.

Si aggiungonopoi anche Melfi, Matera, Venezia, Cosenza, Verona, Todi, e anche Predappio, solo per citarne alcune.

I comuni che non aderiscono alle manifestazioni del 25 aprile

Ma c’è anche chi non aderirà alle manifestazioni per la Festa della Liberazione. E tra questi spiccano quelli di Cumiana e Trieste.

Nessuna manifestazione per il 25 aprile a Cumiana

Cumiana è un Comune in provincia di Torino. Ed è medaglia d’oro per la Resistenza: qui, il 3 aprile del 1944 furono uccise 51 persone dalle SS . Nonostante questo però non festeggerà la Liberazione. La commissiaria nominata dopo le dimissioni del Sindaco, Marita Bevilacqua deporrà solo una corona d’alloro sulla lapide per i partigiani caduti.

I commenti

L’assenza di celebrazioni più sentite ha fatto indignare l’Anpi, che ha organizzato una manifestazione “autoconvocata”. E Paolo Ferrero, leader di Rifondazione Comunista, come riportato da Il Fatto Quotidiano, sottolinea: “È inaccettabile che un funzionario dello Stato, nelle sue funzioni ufficiali, si permetta di ignorare in modo così sfacciato il sacrificio partigiano e la festa della Liberazione attorno a cui la comunità locale e nazionale è stata costruita. Il Prefetto di Torino non ha nulla da dire? Il ministro degli interni, solitamente così loquace, non ha nulla da dire?”.

Marita Bevilacqua si difende

Marita Bevilacquaha però replicato dalle colonne di Repubblica Torino: “Io non ho cancellato un bel niente,semplicemente nessuno mi ha chiesto di organizzare nulla e né io né il segretario comunale che è mio sub commissario, possiamo essere in paese il 25 aprile. Anzi, quando mi sono resa conto che non saremmo stati presenti per quella data, ho chiesto comunque al comune di acquistare le corone di fiori da mettere sulle lapidi. Ho passato il weekend di Pasqua a occuparmi di liste e mi sono presa poi due giorni di vacanza. Sarei contenta se Anpi o altre associazioni organizzassero un corteo per la festa della Liberazione ma nessuna richiesta in questo senso è arrivata ai miei uffici”.

A Trieste il sindaco non permette il discorso dell’Anpi

Ancora più eclatante è il caso di Trieste, dove il sindaco Roberto Dipiazza ha vietato all’Anpi di parlare sul palco della Risiera di San Sabba. Così L’Anpi per protesta ha organizzato una manifestazione parallela, che si svolgerà nei pressi della Risiera. “Trieste è l’unica città capoluogo dove durante la cerimonia ufficiale non viene data la parola alle organizzazioni che rappresentano chi la lotta di Liberazione l’ha fatta” , ha ricordato il Presidente provinciale dei partigiani Fabio Vallon.

Dura la replica del sindaco Dipiazza, che come riporta Il Fatto Quotidiano ha risposto: “Il 25 aprile non è una festa di compleanno dove ognuno può fare ciò che crede, è una cerimonia istituzionale ufficiale della Repubblica e chi non vi partecipa si mette fuori da solo, non c’è altro da commentare”

Lentate sul Seveso

Polemiche anche per quanto riguarda il comune di Lentate su Seveso, dove la sindaca Laura Ferrari ha cancellato tutte le manifestazioni previste per il 25 aprile. “Non torno indietro e sono convinta della mia scelta”, ha dichiarato. La sindaca sarà presente all’unica manifestazine prevista, la deposizione della corona d’alloro sulla lapide dei caduti. Perché, dice, il rispetto dei caduti è sacrosanto, tanto è vero che ho deciso di esserci”.

La scelta è stata la conseguenza delle celebrazioni dello scorso anno, quando pare che i discorsi fossero stati giudicati dalla sindaca “inopportuni e scorretti“, perché quasi “comizi politici“. Così, ha motivato Laura Ferrari, l’idea era di “prenderci un anno di riflessione, “per capire che è un momento di tutti e iniziare già dal 2019 a organizzare un evento condiviso, anche con le scuole, per raccontare il 25 Aprile nella sua interezza” . “Per me la Resistenza non può essere una festa della sinistra, perché i partigiani sono stati trasversale”, ha spiegato.

Redazione CiSiamo
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