Omicidio del piccolo Gabriel: fermato il padre nella notte

Omicidio di Gabriel Feroleto, il padre avrebbe partecipato all'uccisione del bambino di soli due anni perché piangeva troppo

(foto repertorio)


Omicidio del piccolo Gabriel Feroleto, fermato nella notte anche il padre. E’ indagato per concorso in omicidio volontario, l’omicidio di suo figlio fino a poche ore fa attribuito solo alla reo confessa mamma, Donatella Di Bona.

Colpo di scena procedurale nell‘orribile delitto di Piedimonte San Germano, dove giovedì pomeriggio il piccolo Gabriel sarebbe stato strangolato da sua madre, una donna con instabilità emotive evidenti, in via Volla durante una passeggiata e perché piangeva.

Le responsabilità del padre

Anche Nicola Feroleto, 49 anni, nativo di un paese vicino Piedimonte, Sant’Ambrogio sul Garigliano, è stato fermato per quel crimine. L’uomo, che non si era sottratto all’attenzione dei media nazionali, aveva dichiarato che al momento del delitto era andato a prendere delle medicine per sua ex compagna ed aveva espresso un rammarico “straziante” per non essere tornato in tempo per evitare che il piccolo Gabriel, di soli 30 mesi, venisse ucciso.

L’interrogatorio

Dopo il fermo e l’interrogatorio, Donatella aveva evidentemente rivelato elementi sul crimine che hanno messo in moto la Procura di Cassino per mezzo dei magistrati Valentina Maisto e Roberto Bulgarini Nomi, coordinati dal capo dei requirenti Luciano D’Emmanuele. Messo alle strette dopo un’informazione di garanzia dai Carabinieri di Frosinone del colonnello Fabio Cagnazzo e cassinati del capitano Ivan Mastromanno Feroleto è stato interrogato fino a tarda notte in presenza del suo legale Luigi D’Anna. Dopo tre ore, il fermo e la volta, ipotetica ma atroce: il papà non solo avrebbe saputo, ma anche partecipato al delitto. Con quali modalità e ruolo attribuitigli dalla Procura, lo si saprà nei prossimi giorni.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.