Dopo Simone a Torre Maura, tanti “junior” in Piazza intorno a Greta

Quella che gli adulti della Politica, della Finanza, del Lavoro, delle Istituzioni d'Europa ci stavano facendo perdere e dimenticare.

Greta Thunberg
Greta Thunberg

Non sembra che sia la favola piena di fili manovrati da pupari nascosti dietro le quinte del marketing, che fa scrivere e comprare libri, e raccoglie sottoscrizioni, come scrive sul Messaggero Mario Ajello, certo c’è qualcosa di serio, di molto più serio, che sta bruciando il pianeta; sciogliendo i ghiacci delle calotte polari e dei famigerati iceberg, inaridendo le terre da coltivare, inquinando mari e interi oceani, che già scontano ormai, più del calore delle onde, il “mare” di plastica che finisce nello stomaco di pesci squali e balene, in un groviglio di continue violenze universali sulla terra, sull’acqua, sugli animali e sugli uomini stessi che continuano a provocarle, producendo un benessere infettato dall’inquinamento di una vita resa agiata ma già insostenibile e produttiva di nuovi mali, di obesità crescente, di malanni esistenziali sempre più diffusi… Ma questo non pare interessi più di tanto chi se ne dovrebbe occupare seriamente con decisi interventi di politica internazionale, sempre più urgenti ma disattesi, e lasciati in una condizione di incuria e degrado.

Simone di Torre Maura

Simone, giovanissimo quindicenne “Tormaurino” s’è mobilitato a difesa del suo quartiere, della sua gente, dagli interventi istituzionali invasivi di autorità che “autoritariamente” predispongono misure improprie e invise, senza ascolto preliminare, senza sondare gli animi e le sensibilità dei cittadini, che dovrebbero, a parer loro, accettare e subire ciò che viene loro imposto a fatto compiuto e ultimato. Ha contestato anche fronteggiando senza timore il rappresentante di una ingerenza indebita ed invasiva esterna strumentale e non gradita, da parte dei contestatori di mestiere arbitrariamente “introdotti” nel quartiere per l’occasione e per le solite ragioni di evidenza politica

ne parliamo in pausa pranzo

Greta Thunberg

Greta, l’altra giovanissima sedicenne svedese, salita agli onori della cronaca per il suo “viaggio in Italia”, naturalmente bionda, con le trecce a sporgere dal cappellino calcato sulle orecchie, conduce da tempo la sua solitaria battaglia personale, inclusiva della scuola regolarmente “marinata” ogni venerdì per poter manifestare davanti al Parlamento di Svezia l’emergenza climatica del pianeta; cosa che ha raggiunto un rilievo mediatico internazionale e l’ha fatta proporre “al merito” per il Nobel per la Pace.

Giunta in treno, a dimostrare la convinzione ecologico ed ambientalista, per una tre-giorni di incontri e di incalzanti appelli all’impegno per il clima, mercoledì ha incontrato Papa Francesco in Piazza San Pietro. Il romano Pontefice porgendo la mano alla sua stretta, l’ha incoraggia ad “andare avanti” senza paura. Giovedì la Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati la ospita nell’aula di Palazzo Madama, col Senato riunito ad ascoltare il suo appello, mentre l’abitualmente sessista direttore di Libero s’è divertito a sfotterla in prima pagina, a tutte colonne, “nomignolandola” col sarcastico “vieni avanti Gretina” ironico e beffardo, verso la ragazzetta fissata e secondo lui sciocchina senza timore di ridicolo.

Piazza del Popolo

OGGI,venerdì è la Piazza a tributarle un convinto “onore e gloria” per l’indefettibile impegno che porta avanti con l’ardore di Giovanna d’Arco e la grinta dell’Onorevole Angelina. Sono venuti in tanti, giovani e giovanissimi da tutta Italia, convinti coetanei di battaglia, “noi bambini” ha detto lei dal palco, come gli studenti di mezzo mondo che si ispirano a lei e che ogni venerdì vanno in piazza invece che a scuola, come quelli che oggi, pedalando su 128 biciclette allestite per l’occasione, in nome di una molto “alternativa” energia producono la corrente necessaria a far parlare i microfoni dal palco.

Che il mondo stia cambiando a grande velocità, con la rapidità impressa dal progresso tecnologico e anche da quello industriale, bisognoso di sempre maggiore energia è un fatto incontestabile, ma non incontenibile. la necessità di frenare l’emissione di gas e fumi inquinanti nell’atmosfera è necessità ineludibile e urgente.

La Scienza è preoccupata, stima che potremo avere solo 11 anni per cambiare giro, misura costantemente il degrado ambientale che gli usi e i modi della vita stanno imponendo ad un pianeta che non ce la fa più, e sostiene ritmi e guasti provocati dalla civiltà incalzante, da sistemi e investimenti produttivi a senso unico, dalle necessità che provocano all’ambiente del pianeta su cui viviamo, mangiamo beviamo ci vestiamo e facciamo figli che faremo crescere mangiando e bevendo, vestiti e calzati dai brand dell’alimentazione e dell’abbigliamento, delle stalle, capannoni e gabbie degli allevamenti intensivi di carne, in un presente di civiltà piena di automobili, telefonini, scarpe e tute griffate, aerei in volo e navi da crociera, tutti a consumare energia prodotta da combustibili fossili, senza che nessuno si preoccupi davvero dei risultati sulla Terra.

E allora “dajè” Simone, “dajè” Greta, con gli altri, “Avanti tutta” ragazzi, il futuro è cosa vostra!

Commenta su Facebook
Ennio Testa
Nel mezzo del cammin di… sua ottava decade, e non sentirsela addossol, dopo averne viste, sentite, vissute, lette e meditate di tutti i colori, di luce e di buio. Nato e vissuto a Roma, la città del cuore, di cui ama persino i “sanpietrini”, con ascendenze e attiva tradizione milanese, trasferito poi nelle terre etrusche altrettanto amate. Libero e vagabondo ha calpestato e conosciuto le vie di tutta l’Italia e della mezza Europa dove l’impegno l’ha portato, sommando esperienza e saperi che oggi l’aiutano a scrivere.