Bambino ucciso a Cardito, le maestre intercettate sapevano

La vicenda del bambino ucciso a Cardito si arricchisce di nuovi inquietanti dettagli. Le maestre intercettate sapevano in quale situazione famigliare viveva.

Bambino ucciso a Cardito, parla la sorellina
Bambino ucciso a Cardito, parla la sorellina

La vicenda del bambino ucciso a Cardito si arricchisce di nuovi inquietanti dettagli. Dopo la notizia dell’arresto della madre, che ha assistito alle botte del patrigno senza fare niente, ora spuntano le intercettazioni della maestre. I bambini “venivano a scuola tutti i giorni con il volto tumefatto. La sorellina è venuta in classe con un pezzo di orecchio mancante.”

Bambino ucciso a Cardito, le intercettazioni delle maestre

Dalle conversazioni telefoniche emerge una vera storia dell’orrore, di cui però molti erano a conoscenza. “L’ha ucciso a palate, ma tutti i giorni lo faceva, l’altro giorno la sorellina è venuta con un pezzo di orecchio mancante. E ancora: “Lo picchiava, lo picchiava a sangue. “Il bambino non parlava. Io lo chiamavo scimmiottella, e lui diceva “no scimmia no”.

Il piccolo Giuseppe è morto a fine gennaio, ucciso dal patrigno, mentre la madre taceva, soccorso solo dalla sorellina e dell’altro fratello. Ed è morto anche a causa dell’indifferenza di tutti coloro che sapevano, ma hanno preferito rimanere in silenzio.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.