Terrorismo, arrestato un italiano radicalizzato: era pronto a compiere attentati

Arrestate due persone con l'accusa di terrorismo. Uno di loro è un italiano di 26 anni, arrestato nella provincia di Monza-Brinaza

Polizia di stato
Arrestate due persone con l'accusa di terrorismo. Uno di loro è un italiano di 26 anni, arrestato nella provincia di Monza-Brinaza

Fermate due persone dalla polizia di Palermo, perché secondo la Procura sarebbero soggetti radicalizzati. Pare infatti che i due fossero in possesso di materiale inneggiante all’Isis. I due, un italiano di 26 anni e un marocchino di 18 sono ora ritenuti responsabili a vario titolo di reati in materia di terrorismo.

I reati

Contestato anche il reato di “addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale”. Pare infatti che i due si siano addestrati insieme e anche separatamente per compiere atti terroristici. Infatti i due giovani si sarebbero allenati per raggiungere una preparazione fisica e militare idonea a combattere a fianco dei miliziani dell’ISIS in Siria o in altre località. Avrebbero poi acquisito istruzioni per compiere atti di violenza e sabotaggio di servizi pubblici essenziali, anche all’estero.

ne parliamo in pausa pranzo

Secondo gli inquirenti si tratta di comportamenti “univocamente finalizzati alla commissione di condotte con finalità di terrorismo”, con la possibilità che atti terroristici potessero essere messi in atto sia in Medio Oriente sia in Europa.

Le indagini

Ad incastrare i due sarebbe stato un selfie del 26enne italiano, che nella foto aveva la barba lunga e teneva in mano un coltello di 26 cm. L’uomo inneggiava alla vendetta dei combattenti Isis morti in battaglia. Per questo è gravemente indiziato dei reati di istigazione a delinquere, per essersi reso responsabile di aver “pubblicamente fatto apologia di più delitti in materia di terrorismo, condividendo materiale avente carattere estremista-jihadista e mantenendo i contatti con soggetti, italiani e non, convertiti alla fede islamica noti per il loro livello di radicalizzazione”.

Effettivamente sui profili social dell’uomo si trova materiale propagandistico video- fotografico riguardante lo stato islamico. Materiale di cui si riforniva sia in rete sia ricevendolo direttamente da soggetti vicini all’estremismo islamico, residenti su tutto il territorio nazionale.

Il ruolo del 18enne

L’uomo, secondo gli inquirenti, avrebbe avviato il processo di radicalizzazione già dal 2017, frequentando un luogo di culto islamico vicino a Palermo. Si è poi trasferito a Nord, nella provincia di Monza-Brianza dove è stato arrestato. E’ qu che ha stretto legami con stranieri radicalizzati tra cui anche il 18enne marocchino, ora accusato di istigazione al terrorismo. Pare infatti sia stato lui a fornire al palermitano materiale legato all’Isis.

Commenta su Facebook
Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.