“Santa Alleanza” di sei clan per scalzare i casalesi

Anche i casalesi ebbero una fazione scissionista organizzata, una vera "Santa Alleanza" di sei clan che avrebbero dovuto estromettere il clan di Michele Zagaria.

"Santa Alleanza" di sei clan che avrebbero dovuto estromettere il clan di Michele Zagaria

Anche i casalesi ebbero una fazione scissionista organizzata, una vera “Santa Alleanza” di sei clan che avrebbero dovuto estromettere il clan di Michele Zagaria dagli affari più importanti ed imporsi come gruppo autonomo ed eccentrico rispetto alle stanze dei bottoni in quel di Casapesenna. A parlarne due collaboratori di giustizia che hanno rivelato all’Antimafia gli incastri relativi ad un organismo controllato dal boss di Recale, Antimo Perreca detto O’ Romano.

“Santa Alleanza”

L’idea sarebbe stata quella di federare gli interessi e la forza militare dei clan Piccolo-Letizia (recentemente decimati dagli arresti) e di conquistare i punti nevralgici di Mondragone, Ercolano e  San Felice a Cancello. Non c’è bisogno di essere esperti in geografia campana per capire che l’idea era quella di accerchiare i casalesi da nord, sud e ovest, precludendo loro il ricchissimo mercato di spaccio, controllo delle imprese bufaline ed estorsioni del Litorale Domitio.

ne parliamo in pausa pranzo

I clan Fargnoli, Massaro e Birra dovevano essere convinti, con le buone o con le agguerritissime paranze armate dei Piccolo, Quaqquarone, Ligato, Letizia e Perreca. Tutte young guns pronte a fare il salto di qualità approfittando delle carcerazioni di Zagaria e di Peppe Setola, rispettivamente boss storico e irruento delfino autoproclamatosi del clan casalese.

Una delle gole profonde, Peppe Pettrone, un ex capozona marcianisano che oggi collabora con la giustizia, ha raccontato che quel progetto era nato da una esigenza strategica di imbastire una semplice spedizione punitiva contro il clan Belforte, gruppo storicamente vassallo dei casalesi. Dal colpire un clan gregario a maturare l’idea di fronteggiare l’intero sistema casalese fu un attimo.

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Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.