Omicidio Serena Mollicone, cinque gli indagati di cui tre carabinieri

Si sono chiuse le indagini preliminari sull'omicidio di Serena Mollicone. La studentessa morì ad Arce, in provincia di Frosinone, nel 2001.

Omicidio Serena Mollicone
Omicidio Serena Mollicone

Delitto Serena Mollicone, la Procura chiude le indagini sui cinque responsabili dell’omicidio della studentessa 18enne uccisa ad Arce, nel Frusinate, nel 2001. Tre di loro sono carabinieri. La magistratura inquirente di Cassino ha notificato gli avvisi di conclusione contestuale delle indagini, i 415/bis Cpp, alle cinque persone che erano state iscritte e registro nell’indagine bis sul delitto.

Omicidio Serena Mollicone, la ricostruzione della vicenda

Il prossimo passo in procedura, quello della richiesta di rinvio a giudizio e di eventuali richieste di cautela, pende sul giovane Marco Mottola, amico di Serena, sul padre nonché ex maresciallo dei carabinieri della cittadina, Franco Mottola, sulla moglie Annamaria, sul luogotenente Vincenzo Quatrale per concorso in omicidio volontario e sul carabiniere Francesco Suprano. I cinque sono indagati a diverso titolo e le accuse a loro carico sono incardinate sulla tesi, supportata dalle ricerche della tanatologa Cristina Cattaneo, per cui Serena entrò in caserma e ne uscì moribonda dopo essere stata spintonata e ridotta in fin di vita da Marco Mottola. Con il concorso dei genitori il giovane avrebbe spostato la giovane in agonia in un boschetto poco distante per depistare le indagini.

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L’ipotesi del criminologo Lavorino

Una ipotesi accusatoria che non trova d’accordo il criminologo Carmelo Lavorino, consulente della famiglia Mottola e già al servizio del primo indagato per quel caso, il carrozziere Carmine Belli che venne processato ed assolto nel merito in primo grado e in appello. A suo parere, lo stipite della porta della caserma dell’Arma di Arce, contro il quale la testa di Serena sarebbe stata sbattuta secondo la Procura, è meccanicamente incompatibile con il ruolo di arma del delitto.

“Puntuale, prima delle Festività – afferma lavorino in una nota – arriva il 415 bis conclusioni indagini. Gli avvocati difensori degli indagati e dei familiari della vittima devono richiedere copia degli atti, dell’impianto accusatorio, dell’analisi investigativa criminale dei Ros, dei Ris etc. Attendo di sapere e conoscere quanto sopra per analizzarlo, confutarlo e/o ‘perfezionarlo’: così feci per Carmine Belli, attendendo l’analisi dell’UACV (Unità Analisi Crimine Violento) della Criminalpol e della Squadra Mobile di Frosinone, così faccio ora. Non si dimentichi che a suo tempo feci assolvere assieme al mio gruppo di specialisti CESCRIN (dottori Enrico Delli Compagni, Jusy Ruffo, Dante Davalli, Marco Lilli ed altri) il carrozziere Carmine Belli, ingiustamente accusato dell’omicidio della povera Serena Mollicone. Se non ci fossimo stati noi avremmo avuto un innocente in carcere per 24 anni e un altro errore giudiziario. (…) Lasciamo stare le suggestioni, le fissazioni investigative, gli innamoramenti del sospetto e della tesi, pensiamo ai fatti”.

Lavorino sarà domani a Cassino, città sede della Procura che indaga sul caso, per una serie di adempimenti legati al suo ruolo nella vicenda.

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Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.