Maxi multa dell’Antitrust ai venditori di beveroni dimagranti

Avrebbero promosso prodotti dimagranti facendo finta di essere dei semplici consumatori che, entusiasti, ne constatavano l'efficacia.

Maxi multa ai venditori di beveroni dimagranti
Maxi multa ai venditori di beveroni dimagranti

Avrebbero promosso prodotti dimagranti facendo finta di essere dei semplici consumatori che, entusiasti, ne constatavano l’efficacia e riferivano in merito sui social. Mazzata dell’Antitrust alla “The Juice Plus company Srl”, che è stata multata per un milione di euro dopo una complessa istruttoria incentrata sulla violazione del Codice del Consumo.

Maxi multa dell’Antitrust

Il meccanismo è abbastanza noto e, purtroppo, diffusissimo sui social, in particolare su Facebook che a riguardo offre finestre operative generosissime. Secondo l’Agcom quella forma di marketing occulto si sarebbe avvalsa di precisi e oggettivi step: testimonial assoldati, veri venditori si presentavano sui social come dei semplici consumatori che testavano quei prodotti dimagranti, per lo più beveroni ed integratori di varia natura.

All’interno di gruppi chiusi di Facebook si spacciavano per clienti che provavano il prodotto e che non avevano nulla a che fare con l’organigramma di marketing della società. Lo stereotipo era per lo più quello della classica “massaia in cerca di benessere e forma ritrovata” o dell’uomo che desiderava dare una svolta nevrile ed estetica alla sua vita. Di quei prodotti venivano dunque tessute lodi sperticate che, nella strategia, portavano a incrementare le vendite. Non si trattava dunque di testimonial che seguivano una sceneggiatura pubblicistica disciplinata dallo storico di uno spot, ma di venditori che si spacciavano per consumatori e, in virtù delle loro performances ritenute illegittime, portavano vantaggi altrettanto illegittimi all’azienda.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.