Enzo Gargivolo, il collaboratore di giustizia a cui sono negati i figli

ENZO GARGIVOLO, DA QUANDO HA DECISO DI COLLABORARE CON LA GIUSTIZIA, HA RIACQUISTATO ANCHE LA PATRIA PODESTÀ. MA LA SUA TERZA FIGLIA NON GLI È MAI STATA RESTITUITA. E INTANTO L'EX MOGLIE ASPETTA DA 4 ANNI DI RIVEDERE GLI ALTRI DUE BAMBINI.

Enzo Gargivolo non ha neanche quarant’anni, ma ha già un passato difficile da superare. Un passato che lo vede membro della famiglia ai vertici della malavita pescarese. Quella che di recente è stata definita la quinta mafia italiana. Arrestato nel 2013, dopo poco ha deciso di collaborare con la giustizia. «L’ho fatto per i miei figli», dice. E nessuno, tranne lui, può sapere se è vero oppure no. Ma, forse, non ci compete neanche saperlo. Intanto, però, è per quei figli che Enzo Gargivolo è preoccupato e ha deciso di contattare la nostra redazione.

LA FIGLIA NEGATA

«Io e mia moglie – racconta Gargivolo – abbiamo subito scisso il nucleo familiare, non appena ho collaborato con la giustizia. Intanto, però, – continua – ho riacquistato la patria podestà e quindi i miei figli sono venuti a vivere con me e mia suocera, mentre la mia ex moglie si stava disintossicando».

«Non ho mai capito – continua – perché, però, il Tribunale mi ha ridato i miei primi due figli (di 12 e 6 anni), ma non la più piccola, che all’epoca aveva soltanto 3 anni e mezzo. Hanno ritenuto, infatti, che fosse troppo piccola per poter stare con me e con mia suocera, quindi l’hanno data in adozione».

«Ma com’è possibile che posso fare da padre a due bambini e alla terza no?», si domanda Enzo Gargivolo, che poi aggiunge: «Ci penso tutte le notti: non so che fine abbia fatto, a chi sia stata affidata e come stia».

«In base a quale criterio io, in qualità di collaboratore di giustizia, ho riacquistato la patri podestà nei confronti di alcuni figli sì e di altri no?», si chiede, senza riuscire a darsi una risposta.

LA MADRE PROIBITA

Ma le vicissitudini che riguardano i figli di Enzo Gargivolo non sono finite. «La mia ex moglie, a quanto mi è stato riferito, – racconta Gargivolo – è ora uscita dalla tossicodipendenza e, infatti, nel novembre del 2015 il Tribunale dei Minorenni di Roma l’ha autorizzata a ricominciare a incontrare saltuariamente i bambini. Questi incontri, però, non sono mai avvenuti».

«Sono la bellezza di quattro anni – aggiunge – che mia moglie non vede i suoi figli, nonostante sia stata autorizzata da un Tribunale. Lo dico da suo ex marito: vi sembra una cosa giusta che questa donna, che si è impegnata per guarire dalla tossicodipendenza, non possa comunque rivedere i suoi figli?».

«Il problema – spiega – è che il Servizio Centrale di Protezione non organizza l’incontro, nonostante le tante richieste che in questi anni abbiamo fatto sia io che la mia ex». «Ma qualsiasi sia il problema – conclude Enzo Gargivolo – a rimetterci sono due bambini innocenti».

LA REVOCA DEL PROGRAMMA

Nel frattempo a Enzo Gargivolo è stato revocato il programma di protezione, perché avrebbe infranto gli arresti domiciliari (sarebbe, infatti, uscito di casa prima dell’orario consentito). Ma su questo dovrà decidere il Tar del Lazio.

«Sono preoccupato, – conclude – perché non saprei dove mandare i miei figli. Se mi dovessero revocare il programma, infatti, sarei costretto a mandarli da mia madre, a Pescara. Il problema è che, nelle mie dichiarazioni, ho accusato anche mia madre».

Fabrizio Capecelatro
Sono nato a Milano nell’emblematica data 09/09/90. Napoletano di origini e di "spirito", è alla città partenopea che rivolgo gran parte della mia attenzione di giovane giornalista. Sono autore dei libri "Lo Spallone – Io, Ciro Mazzarella, re del contrabbando", edito da Mursia nel 2013; "Il sangue non si lava – Il clan dei casalesi raccontato da Domenico Bidognetti", edito da ABEditore nel 2017, e "Omissis 01 – La vera storia di Rosa Amato: camorrista per vendetta, pentita per amore", edito da Tralerighe nel 2018.