La Vela Verde di Scampia, al via l’abbattimento con de Magistris e Salvini in prima linea

Sgombero degli ultimi appartamenti per dare il via all'abbattimento della Vela Verde a Scampia. Il quartiere di Napoli sta dando vita a un nuovo progetto.

Le Vele di Scampia
Le Vele di Scampia
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Matteo Salvini vuole essersi ad ogni costo e la sua presenza pare certa. Al via gli spostamenti definitivi dei residenti che faranno da preambolo all’abbattimento della Vela Verde di Scampia, l’ultimo simbolo urbanistico di una “Gomorra” che va combattuta anche a colpi di ruspa, almeno in termini pubblicistici. Il Comune di Napoli ha predisposto proprio per questi giorni, dal primo al 5 aprile, le procedure per spostare le ultime famiglie e consegnare le chiavi all’azienda che dovrà occuparsi dell’abbattimento del luogo simbolo dello spaccio e dello strapotere della camorra secondiglianese, diventato anche totem mediatico grazie alla fortunata serie televisiva incentrata sul lavoro di Roberto Saviano.

L’abbattimento a Scampia

L’intenzione del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris era e resta quelle di rispettare i tempi. All’azione amministrativa, protocollare, del primo cittadino, andrà a sovrapporsi anche quella, altrettanto protocollare ma parimenti pubblicistica, del Ministro dell’Interno Salvini, che aveva annunciato come avrebbe fatto di tutto per essere presente nei momenti salienti dell’ultimo capitolo della Vela Verde. De Magistris aveva risposto alla possibilità di dover dividere il momento con il titolare del Viminale con un laconico: «Nulla da dire, io mi sforzo per rispettare un preciso crono programma, il resto si vedrà».

L’abbattimento della Vela Verde rientra nel progetto “Restart Scampia” che ebbe disco verde in Consiglio con una delibera del 2016 e con l’arrivo dei fondi per 27 milioni di euro, nel 2017. Dei palazzoni originari figli della legge 167 (che per estensione divenne il nome dell’area quando si faceva riferimento ad essa come il più grande market europeo a cielo aperto della droga) resterà in piedi e verrà riqualificata solo la Vela Azzurra, che, abbandonato il nom de guerre di “Case dei Puffi” che la individuava come precisa piazza di spaccio contesa fra le smanie egemoniche dei clan Sarno e Di Lauro ospiterà gli uffici della Città Metropolitana di Napoli, la ex Provincia in pratica.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.