Allievi Agenti della Polizia di Stato: esclusioni ingiustificate anche fra i militari

I 61 militari risultati idonei non vincitori al concorso per Allievi Agenti della Polizia di Stato sono stati inspiegabilmente esclusi dalle assunzioni in seconda chiamata.

Allievi Agenti della Polizia di Stato
I 61 militari idonei non vincitori del Concorso per Agenti della Polizia di Stato.
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Assume tratti a dir poco inquietanti la vicenda che riguarda lo scorrimento della graduatoria di chi è già risultato idoneo all’ultimo concorso per Allievi Agenti della Polizia di Stato. Dopo, infatti, le proteste – riportate da CiSiamo.info – di chi è stato escluso nonostante avesse già superato le prove scritte del concorso, solo perché il Ministero dell’Interno ha deciso di cambiare le regole in corso, ci hanno contattato altri esclusi da quel concorso: i militari in servizio o in congedo.

Il concorso

Il concorso del 2017, infatti, oltre ai 1.148 messi a concorso per i civili, ne riservava 645 ai volontari in ferma breve di 1 anno e 276 ai militati in ferma breve di 4 anni o già congedati. Di questi ne sono risultati idonei, ma non vincitori, 683 nel primo caso e 307 nel secondo. Quindi, in tutto, 65 militari hanno superato tutte le prove per diventare allievi agenti di Polizia, ma non sono risultati vincitori.

Anche loro hanno, quindi, formato una graduatoria, in cui sarebbero stati chiamati non appena ci fosse stato bisogno di assumere nuovi poliziotti. Quattro di loro sono subito entrati a sostituire quattro dei vincitori che hanno deciso di non presentarsi e gli altri 61 sono rimasti in attesa.

L’abbandono

Da quel momento in poi, però, i 61 idonei non vincitori sono stati abbandonati da tutti. E, anche quando è stata effettuata la seconda chiamata per i civili idonei ma non vincitori, loro – che in più hanno anche effettuato il servizio militare – sono rimasti a casa, in attesa di una telefonata che non è mai arrivata.

«L’organico della Polizia di Stato – spiegano alcuni degli esclusi – è in carenza di Agenti, ma paradossalmente dispone di 61 persone (a costo zero, perché già militari) che ancora non sono stati avviati ai corsi di formazione».

Inoltre tutti questi 61 hanno già superato, oltre ai test, le prove fisiche, mediche, psicoattitudinali, quindi davvero sarebbero pronti a partire già domani mattina.

«Fino a qualche anno fa, – continuano – prestare servizio nelle forze armate era il requisito fondamentale per tentare il concorso e transitare in polizia; di punto in bianco aver prestato servizio nelle forze armate è diventato uno svantaggio!».

L’esempio di Alessio

Fra i 61 esclusi c’è anche Alessio, che arrabbiato e un po’ deluso, ci racconta: «Ho 6 anni di esercito alle spalle, sono under 26, ai quiz ho realizzato il punteggio di 9.125, ho superato prove fisiche e visite mediche (tutto l’iter concorsuale) e ore vengo scavalcato da chi al quiz ha raggiunto un punteggio di 8.875, non ha ancora svolto prove fisiche e visite mediche e magari non ha fatto neanche un anno di esercito».

«Un concorso ridicolo – conclude Alessio – che discrimina chi ha prestato servizio nelle forze armate».

La rabbia di Antonio

Anche Antonio è rimasto escluso e anche lui è arrabbiato per questa discriminazione che stanno subendo: «Dal Ministero dell’Interno non abbiamo ricevuto nessuna risposta e nessuno parla di noi, perché siamo soltanto 61. E, nel frattempo, è uscito un nuovo concorso riservato soltanto ai militari».

«Molti di noi – annuncia – stiamo facendo ricorso e quindi il TAR del Lazio dovrà analizzare anche le nostre situazioni».

Altri 61 ragazzi devono quindi rinunciare al loro sogno professionale, perché risucchiati in un vortice di mala gestione, da parte dell’attuale dirigenza del Ministero dell’Interno (il Ministro Matteo Salvini e i quattro Sottosegrari, Luigi Gaetti, Stafano Candiani, Nicola Molteni e Carlo Sibilia), di un banale scorrimento di graduatorie di un concorso già effettuato.

Da un lato, quindi, subentra la preoccupazione per quando questo Ministero dovrà gestire in toto un concorso, dall’altro – sommando questa esclusione a quella già denunciata per i civili idonei al concorso come agenti di Polizia – si insinua il sospetto che ci sia una chiara volontà di far scorrere la graduatoria fino ad arrivare a qualche prescelto.

Nel frattempo, a rimetterci, oltre a questi ragazzi, è proprio la Polizia di Stato, che continua a essere sotto organico. E quindi noi cittadini, che siamo meno protetti dalle Forze dell’Ordine.

Fabrizio Capecelatro
Sono nato a Milano nell’emblematica data 09/09/90. Napoletano di origini e di "spirito", è alla città partenopea che rivolgo gran parte della mia attenzione di giovane giornalista. Sono autore dei libri "Lo Spallone – Io, Ciro Mazzarella, re del contrabbando", edito da Mursia nel 2013; "Il sangue non si lava – Il clan dei casalesi raccontato da Domenico Bidognetti", edito da ABEditore nel 2017, e "Omissis 01 – La vera storia di Rosa Amato: camorrista per vendetta, pentita per amore", edito da Tralerighe nel 2018.