Consegnata la Medaglia d’Oro alla bandiera del Corpo Militare per il recupero dei corpi del naufragio del 18 aprile 2015

E' stata consegnata la medaglia d'oro alla bandiera del corpo militare per il recupero dei corpi dei migranti morti nel naufragio del 18 aprile 2015 al largo di Lampedusa

Consegna medaglia d'oro alla bandiera del corpo militare per il recupero dei corpi dei migranti morti nel naufragio del 18 aprile 2015 al largo di Lampedusa

Venerdì 22 Marzo, presso la Caserma Pierantoni a Roma si è tenuta la cerimonia della consegna,da parte del Presidente della Croce Rossa Italiana Francesco Rocca, della Medaglia d’Oro alla Bandiera del Corpo Militare CRI guidato dall’Ispettore Nazionale, Mag. Gen. Gabriele Lupini.

L’encomio è stato attribuito per lattività svolta tra il 2015 ed il 2016 nel Canale di Sicilia e presso il pontile Nato della Base della Marina Militare di Melilli per l’estrazione dei corpi dei migranti rimasti intrappolati in un barcone naufragato nella notte del 18 aprile 2015 al largo di Lampedusa.

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Le motivazioni

“Confermando l’assoluta aderenza ai principi fondamentali del movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, il Nucleo Gestione Corpi Senza Vita del Corpo Militare della CRI ha operato fattivamente nell’operazione Melilli per il recupero di centinaia di salme dal relitto affondato nel Mediterraneo il 18 aprile 2015, affrontando condizioni di impiego particolarmente gravose anche dal punto di vista psicologico. La dedizione, lo spirito di sacrificio e l’abnegazione dei militari impiegati hanno permesso di portare a termine l’operazione dall’alto contenuto umanitario, elevando il prestigio del Corpo Militare e dell’Associazione tutta”.

L’operazione


Dopo il recupero nel Canale di Sicilia dei primi corpi che giacevano intorno al relitto, fu ripescato a 375 metri di profondità lo scafo carico di cadaveri nella stiva, e fu portato presso la struttura del pontile Nato di Melilli, a Siracusa. Qui, nel luglio 2016, Vigili del Fuoco e 169 militari dell’unità specializzata Recupero Corpi Senza Vita del Corpo Militare della Croce Rossa hanno lavorato 24 ore su 24, in condizioni igieniche e psicologiche molto difficili, per estrarre i resti. Li hanno poi catalogati, in collaborazione con gli anatomopatologi dell’Università di Milano, e conservati per la sepoltura in diversi cimiteri della Calabria e della Sicilia.

Il riconoscimento dei cadaveri


L’operazione nel suo complesso è durata oltre un anno e mezzo, ed è stata distinta nelle due fasi: “Medsud” e “Melilli”. Sono stati recuperati i corpi di poco meno di 300 migranti rinvenuti fuori dello scafo. Ogni salma è stata ripulita e dopo l’autopsia si è cercato di identificarla, attraverso i documenti e gli oggetti rinvenuti. Successivamente, grazie a tecniche specializzate, è stato aperto lo scafo, e a distanza di 15 mesi dal naufragio sono stati estratti altri 446 cadaveri.
Uno sforzo operativo, quello del Corpo Militare, collegato al protocollo Restoring Family Link voluto dalla Croce Rossa Internazionale per permettere, attraverso appositi database, un riconoscimento dei caduti in teatri operativi, ma pure nei grandi eventi calamitosi che coinvolgono popolazioni civili.

Redazione CiSiamo
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