Sequestro Casamonica a Roma: confiscati beni per 30 milioni di euro

Maxi sequestro a Roma del "tesoro" da 30 milioni di euro dei Casamonica. Obbligo di dimora per Francesco Filippone , in manette il padre Rocco Santo e Giuseppe Graviano

Uomo nudo lancia oggetti dal balcone, arrestato.

Ndrangheta stragista e clan dei Casamonica avevano fatto il nido in mezza Italia ma in particolar modo in Campania, ma tutto “All’Ombra del Cupolone”. Questo il nome del blitz della Divisione Anticrimine della Polizia di Stato sguinzagliata dalla Questura di Roma che ha permesso di sequestrare il tesoro delle due cosche a trazione calabra e rom su decreto emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma.

Un sequestro da 30 milioni di euro

Da stamane è in atto un vero raid delle forze dell’ordine che ha colpito le città di Milano, Roma, Sora, Avellino, Caserta e Benevento, con un elenco di attività e beni di lusso che dà la cifra della spaventosa forza economica dei sodalizi presi di mira. Confiscati beni per un valore complessivo di 30 milioni di euro, fra cui dieci unità immobiliari fra Roma e Ardea e ancora in Calabria, poi imprese individuali e società tutte dislocate nelle città coinvolte nel blitz. E ancora: 25 aziende e 24 auto. E che auto: Maserati, Spider, americane Hummer, Porche, Mercedes e le onnipresenti Audi. Non è finita, sequestrati anche 68 rapporti creditizi per un saldo da quasi mezzo milione di euro e una polizza di pegno su 3 orologi Rolex, roba da milionari a paccate insomma.

Le misure cautelari

Contestualmente ai sequestri, i poliziotti hanno anche sottoposto alla misura di sorveglianza speciale e obbligo di soggiorno nei comuni di residenza quinquennale Francesco Filippone, figlio di Rocco Santo Filippone che governa la cosca omonima legata ai “sovrani” di sempre Piromalli e Salvatore Casamonica. In manette sono invece finiti Rocco Santo stesso e Giuseppe Graviano, su cui pendeva un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla magistratura preliminare di Reggio Calabria.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.