Giornata contro le mafie 2019: ve ne siete accorti?

Nella giornata contro la mafie 2019, Don Luigi Ciotti e Federico Cafiero De Raho sono stati lasciati soli, dalle altre istituzioni, a manifestare contro le mafie.

Don Luigi Ciotti e Federcio Cafiero De Raho
Don Luigi Ciotti e Federcio Cafiero De Raho (immagine di repertorio)

Oggi è stata la Giornata contro le mafie 2019. Ve ne siete accorti? Siate sinceri, prima di tutto con voi stessi. Perché io ho fatto fatica a sentire l’importanza di questa ricorrenza, istituita proprio perché tutta l’italia, e soprattutto tutti gli italiani, almeno per un giorno si concentrino a pensare a quel grave problema che è la mafia per il nostro Paese.

Tutti gli italiani, compresi i politici, a maggior ragione quelli che ci amministrano. Dovrebbe partire da loro, infatti, il “buon esempio”. E invece, dopo aver deciso di non commemorare neanche la morte di Don Peppe Diana, le attuali più alte cariche dello Stato erano tutte impegnate altrove.

ne parliamo in pausa pranzo

L’assenza della politica

Giuseppe Conte non ha partecipato alla manifestazione antimafia organizzata a Padova, e a cui hanno partecipato il Procuratore Nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho, e il Presidente di Libera, Don Luigi. Ma non ha partecipato neanche a nessuno degli altri eventi satellite in giro per l’Italia. Probabilmente perché doveva andare a Bruxelles, dove in serata si svolgerà il Consiglio Europeo. Ma quanto ci mette un aereo (di Stato) da Roma a Bruxelles? E comunque, non potendo partecipare, non ha inteso spendere una parola, nemmeno su Facebook, sulla giornata contro la mafia 2019.

Matteo Salvini, che peraltro sarebbe il Ministro dell’Interno e quindi il più competente, è troppo impegnato a cercare di vincere le elezioni regionali anche in Basilicata per potersi occupare dei problemi reali del Paese e, quindi, nessuna parola sulla (almeno se non contro) la mafia. Ha preferito concentrarsi, anche su Facebook, sulle origini dell’uomo che ieri ha dirottato un autobus a Milano con a bordo 51 bambini. Fortunatamente quei bambini sono tutti salvi, quanti invece ne ha uccisi la mafia?

Neanche Luigi Di Maio, in qualità di Vicepremier e capo del principale partito di maggioranza, ha partecipato a nessun evento per la giornata contro le mafie 2019. Si è solo limitato a un bel post su Facebook:

Lo stesso ha fatto il Presidente delle Camera Roberto Fico, che si è limitato a un post su Facebook, senza perderci troppo tempo. Per poi partecipare a un convegno, sicuramente molto importante, ma che nulla c’entrava con la giornata contro le mafie.

Neanche i due personaggi istituzionali deputati al contrasto alle mafie hanno partecipato alla manifestazione organizzata, per quest’anno, a Padova. Il Sottosegretario all’Interno con delega alla lotta alla mafia, Luigi Gaetti, ha però deciso di incontrare gli studenti di un liceo, convinto che “l’approccio educativo nelle scuole sia fondamentale soprattutto nella prevenzione della criminalità perché è proprio nell’approccio educativo che il giovane deve acquisire quello che normalmente viene chiamato il sentimento della legalità”. Mentre per il Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Nicola Morra, è bastato un video su Facebook per ottemperare al suo compito.

Don Ciotti e De Raho lasciati soli dalle istituzioni

E così Don Luigi Ciotti e Federico Cafiero De Raho sono stati lasciati soli, da parte delle altre istituzioni, a manifestare contro la mafia.

Non a caso il Procuratore Nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho, ha dichiarato ai microfoni de Il Fatto Quotidiano: «Pesa l’assenza del Governo dal corteo».

E, allora, forse ha ragione proprio Don Ciotti quando, dal palco della manifestazione, dice “abbiamo visto molto molto poco da parte di questo governo in tema di contrasto alle mafie”.

Ma sicuramente ha ragione quando dice “il nemico non sono i migranti, sono le mafie”.

Ed è su questo che tutti dovrebbero aprire gli occhi: i reati commessi dalla mafie a danno dell’Italia sono molti di più di quelli che potrebbero mai commettere gli immigrati, ma il Governo (e, in particolare il Ministero dell’Interno) non se ne occupa.

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Fabrizio Capecelatro
Sono nato a Milano nell’emblematica data 09/09/90. Napoletano di origini e di "spirito", è alla città partenopea che rivolgo gran parte della mia attenzione di giovane giornalista. Sono autore dei libri "Lo Spallone – Io, Ciro Mazzarella, re del contrabbando", edito da Mursia nel 2013; "Il sangue non si lava – Il clan dei casalesi raccontato da Domenico Bidognetti", edito da ABEditore nel 2017, e "Omissis 01 – La vera storia di Rosa Amato: camorrista per vendetta, pentita per amore", edito da Tralerighe nel 2018.