Don Diana ucciso dalla mafia, ma alle attuali istituzioni non frega niente

Ieri, 19 marzo 2019, si commemorava la morte di Don Giuseppe Diana. Un eroe che si oppose al clan dei casalesi. "Sono preoccupato - ha detto De Raho, Procuratore nazionale antimafia - perché qui mancano esponenti politici di primo piano e istituzioni".

Commemorazione don Giuseppe Diana
Commemorazione don Giuseppe Diana
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Ieri, 19 marzo 2019, si commemorava la morte di Don Giuseppe Diana, giovane parroco di Casal Di Principe che si oppose al sistema malavitoso della cosca dei casalesi. C’era commozione, c’era voglia di speranza, c’era negli occhi dei partecipanti il sogno di poter debellare, un domani, anche con una semplice commemorazione, il cancro rappresentato dalle organizzazioni criminali.

Alla commemorazione mancava solo un elemento. Mancavano le Istituzionile stesse che non hanno ricevuto i familiari delle vittime di camorra. Mancavano quelle giacche e quelle gravate che siamo abituati a vedere praticamente sempre e praticamente dovunque. Tranne dove conta veramente, tranne dove c’è più bisogno di loro.

“Per amore del mio popolo non taccerò”

“Per amore del mio popolo non tacerò”, fu la risposta di Don Diana agli omicidi e alle stragi dei clan che stavano insanguinando l’aversano. Il parroco si oppose al sistema malavitoso della cosca e pagò con la vita. Per ringraziarlo, tutti, le istituzioni per prime, dovrebbero fare solo una cosa, qualcosa di facile, che potrebbe fare chiunque: ricordarlo.

Eppure, quei posti riservati alle più alte cariche istituzionali sono rimasti vuoti. Un’assenza, quella delle istituzioni, che non ha mancato di essere notata.

Don Giuseppe Diana

“Sono preoccupato dall’assenza istituzionale”

“Sono preoccupato – ha detto Federico Cafiero De Raho, Procuratore nazionale antimafia – perché qui stamattina mancano esponenti politici di primo piano e istituzioni. Eppure questo è un territorio che è stato dominato dalla camorra ed è possibile un ritorno delle organizzazioni criminali. Tutto questo non va. Non si fa così la lotta alla camorra“.

Non si fa così la lotta alla camorra, ma non si fa così, ci permettiamo di aggiungere, nessuna lotta. Nessuno, a nostra memoria, ha mai vinto una battaglia dando le spalle ai nemici. E i casalesi erano, e probabilmente sono ancora, la quarta organizzazione criminale più pericolosa al mondo.

Cafiero De Raho
Federico Cafiero De Raho

I presenti e gli assenti

Nella chiesa di San Nicola di Bari, come accade da 25 anni, è stata celebrata dal vescovo di Aversa, Angelo Spinillo una messa per don Diana. Presenti: don Luigi Ciotti, il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, il sindaco di Casal Di Principe, Renato Natale. Assenti: tutti gli altri.

Mancava Luigi Di Maio, che aveva detto che sarebbe passato. Mancava il Presidente della Camera Roberto Fico, che ha pensato di cavarsela mandando un bigliettino. Mancava Matteo Salvini, forse troppo impegnato a combattere la pericolosissima invasione di migranti. Mancava Giuseppe Conte, e nessuno sa bene perché. Infine, mancava forse l’uomo più atteso: Luigi Gaetti, Sottosegretario agli Interni nel Governo con delega all’Antimafia.

Lettera di Mattarella

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, invitato, aveva fatto sapere di non poter partecipare. Ha però mandato una lettera. Una lettera che si conclude con una promessa: La Repubblica non lascerà sole le comunità, come quella di don Giuseppe Diana, che hanno subìto ferite così profonde. Le istituzioni devono rispondere alla domanda di giustizia che sale dalle numerose vittime innocenti, dalle famiglie, dalle persone a cui il crimine organizzato continua a rubare il futuro. Ma tutta la società civile, a partire da ciascuno di noi, è chiamata a fare la propria parte, seguendo la strada indicata da persone come don Giuseppe.

Belle parole, peccato che siano state solo parole. Le istituzioni della Repubblica italiana non c’erano, hanno lasciato sola la comunità. Le Istituzioni non hanno risposto alla domanda di giustizia. Le Istituzioni non hanno fatto la loro parte, non hanno seguito la strada indicata da don Diana. Perché hanno scelto di non partecipare.

Sergio Mattarella

Pantomima del Tg2

La notizia della commemorazione di don Diana era su tutti i giornali e in tutti i telegiornali. Tuttavia, qualcuno ha pensato bene di montare un servizio in modo tale da far intendere ai telespettatori che le istituzioni erano presenti. Immagini della cerimonia di Casal Di Principe si sono alternate con immagini di repertorio di qualche politico più che noto. Il tutto conclusosi con uno stacco dove si vede il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che saluta la folla.

Un servizio, quello fatto dal Tg2, che farebbe invidia ai servizi delle televisioni di regime. Non so, esattamente, cosa sia peggio: se le istituzioni che hanno “tirato il pacco” a una cerimonia dove si commemorava un eroe che ha combattuto la mafia, o un telegiornale che monta per loro un servizio “ad hoc”.

Ora, politici e politicanti, mi permetto di concludere il pezzo facendovi una rivelazione. Non sarete mai ricordati per le parole che avete detto, ma solo per le azioni che avete fatto. E, devo dire, per ora, tutti voi, avete fatto veramente poco.