Prete difende Tajani: “Ha sbagliato a chiedere scusa”

Il prete scomunicato dal Vaticano Giulio Maria Tam appoggia le dichiarazioni di Tajani su Mussolini: "Riconosciamo i fatti storici".

Il prete scomunicato dal Vaticano Giulio Maria Tam appoggia le dichiarazioni di Tajani su Mussolini
Clicca qui per ascoltare l'articolo

“Mussolini ha fatto anche cose buone”. Così ha dichiarato Antonio Tajani.
Un’affermazione che ha generato una serie di polemiche, come c’era da aspettarsi. Tajani si è scusato, ma c’è chi, alla fine, la pensa come lui. È padre Giulio Maria Tam, che, come ricorda Globalist, è già stato scomunicato dal Vaticano, ed è assiduo frequentatore delle manifestazioni di estrema destra in tutta Italia.

La difesa di Giulio Maria Tam

“Ha sbagliato a chiedere scusa”, sostiene Tam a proposito di Tajani, “ma è chiaro che c’è una pressione culturale che è cieca e che non vuole riconoscere i fatti storici. Giusto vergognarsi delle cose cattive ma prima o poi verrà fuori la verità storica su Mussolini a livello sociale ed economico”. La convinzione del prete ordinato dal vescovo scismatico Lefebvre, infatti, è che ci si debba vergonare per le cose cattive, “ma penso a quello che Mussolini ha fatto per la famiglia e per lo stato sociale. Oggi abbiamo la dittatura dei poteri finanziari che tagliano allo stato sociale e si capisce che in questo Mussolini aveva visto bene, portando avanti riforme a favore dello stato sociale”.

La crisi della famiglia

Oggi, contina Tam, famiglia e stato sociale sono in crisi, mentre la grandezza di Mussolini sta nell’aver capito che “non c’è un popolo se non ci sono figli e famiglie. Oggi abbiamo la dittatura dei poteri finanziari che tagliano lo stato sociale e allora si capisce che su questi argomenti lui aveva ragione”.

“Riconosciamo i fatti storici”

E rincara la dose, affermando che è stato il primo Mussolini a porre le basi per le condizioni di benessere sociale, che costituiscono i pilastri su cui fondare famiglie e stato sociale. E chiude: ” Riconosciamo i fatti storici: il lavoro per la sanità, la struttura sociale, e vergogniamoci delle cose cattive”.

Commenta su Facebook
Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.