Tortura con il fuoco e mette in vendita la moglie sul Web, condannato

In un'abitazione scoppia una lite furibonda. Le forze dell'Ordine accorrono e scoprono il calvario di una donna vessata oltre ogni limite. Il marito la torturava infliggendole ustioni con le sigarette e l'aveva messa in vendita sul web.

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Accorrono in un’abitazione per sedare una lite familiare e scoprono il calvario di una donna vessata oltre ogni limite. Il marito la torturava infliggendole ustioni con le sigarette e l’aveva messa in vendita sul web per farla prostituire, in modo da potersi approvvigionare di droga. Arriva da Rocca Priora, vicino Frascati, l’ultima frontiera dell’orrore domestico, culminato in queste ore con la condanna a nove anni per un marito orco del luogo.

Donna torturata dal marito

A raccontare la storia Ermanno Amedei sul Punto a Mezzogiorno: il 24 aprile dell’anno scorso i Carabinieri della Radiomobile di Frascati arrivano in casa dei protagonisti della vicenda; davanti ai bambini fra i due è scoppiata una lite animalesca e furiosa.

Interrogata e spinta a parlare, la donna formalizza una denuncia agghiacciante: suo marito l’avrebbe torturata e fatta prostituire per mesi. Si va in referto medico e si scopre che la donna ha il corpo pieno di bruciature di sigarette. Le indagini, a quel punto, si fanno più serrate, serrate e mirate.

Indagato per violenza

Il marito viene indagato per violenza, privata, sessuale, istigazione alla prostituzione e sfruttamento della medesima. A verbale e poi agli atti del processo conclusosi in queste ore a Velletri, il calvario della donna: violenze sessuali punitive dopo i suoi tentativi di fuga dall’orrore di una casa-carcere, post pubblicati dal marito per trovarle clienti con cui prostituirsi e incassare il denaro provento di quelle prestazioni tariffate on line, torture con sigarette spente su tutto il corpo e soggezione assoluta.

La contro versione

Il giudice ha anche ascoltato la contro versione dell’uomo. Secondo la stessa i due si prostituivano in coppia e previo accordo. Le bruciature poi sarebbero state “solo” l’effetto di una qualche serata un po’ troppo spinta con clienti esagerati e violenti.

La lite in occasione della quale era scattato l’arresto poi, è stata descritta dall’uomo come la conseguenza della sua volontà di accompagnarsi alla moglie in una serata concordata con un cliente che, invece dei 200 euro che lui sapeva sarebbero stati pagati, pare avesse “affittato” la donna per 500 euro e per tutta la notte.

Insomma, da buon amministratore o “socio”, lui voleva vedere se per caso la moglie facesse la cresta sulle “prestazioni”. Squallore generale a parte il giudice è uscito dalla Camera di Consiglio con la condanna a nove anni per l’uomo.

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Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.