Uccise la vicina perché il pappagallo lo insultava: per la difesa va assolto

Un uomo ha ucciso la vicina perché il pappagallo di quest'ultima lo insultava in continuazione. suoi avvocati hanno chiesto l'assoluzione perché secondo loro l'uomo è incapace di intendere e volere.

Uccise la vicina perché il pappagallo lo insultava
Uccise la vicina perché il pappagallo lo insultava

Un uomo ha ucciso la vicina perché il pappagallo di quest’ultima lo insultava in continuazione. Per la difesa va assolto perché incapace di intendere e volere. «L’imputato non sta recitando. E’ incapace di intendere e di volere e deve essere assolto».

Sembra una barzelletta, ma purtroppo non lo è. Per l’uomo è stata chiesta la massima pena, l’ergastolo. I suoi avvocati, però, si stanno facendo in quattro per ribattere punto su punto tutte le accuse.

Gli insulti del pappagallo

L’uomo, 47 anni, senza lavoro, è accusato di aver ucciso la sua vicina di casa, Maria Bonaria Contu di 60 anni. Il motivo dell’omicidio sarebbero gli insulti e le parolacce che il pappagallo della pensionata gli rivolgeva quotidianamente.

Il delitto risale al 2 maggio 2017. L’uomo aggredì la donna mentre questa stava passeggiando con due amiche e la uccise con 11 coltellate.

Infermità mentale?

Per gli avvocati, l’uomo va assolto perché incapace di intendere e volere. La Corte d’assise aveva già stabilito la sua semi-incapacità. Tuttavia, questa decisione è stata contestata dal pm De Angelis secondo cui l’uomo è stato in grado di «manipolare» e «mistificare» la sua condizione davanti agli psichiatri.

Il processo riprenderà il 3 aprile con le repliche, dopodiché la Corte emetterà la sentenza.

Redazione CiSiamo
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