Processo a Oseghale: “Iniziò a fare a pezzi Pamela da viva”

Omicidio di Pamela Mastropietro, è iniziato il processo a Oseghale e subito spuntato agghiaccianti dettagli. "Oseghale l'ha spogliata, era sveglia. Aveva gli occhi girati all'insù e hanno avuto un rapporto sessuale completo".

Processo Pamela Mastropietro
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Omicidio di Pamela Mastropietro, è iniziato il processo a Oseghale e subito spuntato agghiaccianti dettagli. “Desmond Lucky se ne andò. Oseghale tentò di rianimarla con acqua sulla faccia per farla riprendere. Lei si riprese. Oseghale l’ha spogliata, era sveglia. Aveva gli occhi girati all’insù e hanno avuto un rapporto sessuale completo”.

La ragazza poi voleva andare a casa. Doveva prendere un treno, disse a Oseghale che se non l’avesse lasciata andare l’avrebbe denunciato. “Ebbero una colluttazione. Si sono spinti. Oseghale le diede una coltellata all’altezza del fegato e dopo una prima coltellata Pamela cadde a terra”.

Il racconto del pentito

Questo è quanto è emerso dal racconto del pentito Vincenzo Marino, ascoltato come supertestimone nella seconda udienza del processo davanti alla Corte di Assise di Macerata per la morte di Pamela Mastropietro. Marino riporta le confidenze raccolte in carcere da Oseghale. 

“Pensando che dopo averla accoltellata Pamela fosse morta, Oseghale mi raccontò che andò ai giardini Diaz per chiedere, invano, l’aiuto a un connazionale. Tornò a casa e, convinto che la ragazza fosse morta e la squartò iniziando dal piede. La ragazza iniziò a muoversi e lamentarsi e gli diede una seconda coltellata”.

In carcere lo chiamavano macellaio

“L’8 luglio – continua a raccontare Marino – uscii dalla mia cella e vidi Oseghale di fronte alla sua cella. In carcere lo chiamavano macellaio gli ho lanciato una bottiglia“.

Oseghale, secondo il pentito, parlava italiano. “Mi chiamava ‘zio’”. Il termine “zio” è un termine che in carcere si usa per chiamare persone degne di rispetto.

“Sono andati a comprare siringa”

Sono andati a comprare una siringa e sono andati a casa, Oseghale, Desmond Lucky, la ragazza per consumare un rapporto a tre. Perché Desmond Lucky e Oseghale volevano stare con la ragazza”, afferma ancora Marino. “Oseghale mi raccontò che la ragazza si era fatta di roba, Desmond si avvicinò per approcciarla e la ragazza lo respinse, Desmond Lucky gli diede uno schiaffo e la ragazza cadde a terra e svenne. Poi Desmond Lucky se ne andò”, continua. Per quanto riguarda la presenza di eventuali complici, il pentito sottolinea: “Non fece il nome di nessuno”.

Dopo averla fatta a pezzi l’aveva lavata con la varechina perché così non si sarebbe saputo se era morta di overdose o assassinata, ha concluso Marino affermando ancora che Oseghale gli “disse che aveva un sacco in frigo dove mettere i pezzi, ma che non ci andavano e che l’ha dovuta tagliare e l’ha messa in due valigie”. Chiamò un taxi, ma mentre era in auto “la moglie lo chiamava ed è andato nel panico”.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.