Mafia a Trapani: arrestato anche l’ex deputato Paolo Ruggirello

Maxi blitz dei carabinieri contro la mafia trapanese, 25 arresti, tra cui spiccano anche due esponenti politici: Paolo Ruggirello e Ivana Inferrera

Cadavere in auto, al via le indagini
Cadavere in auto, al via le indagini foto repertorio)
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Sono 25 gli esponenti della mafia trapanese verso cui i carabinieri stanno eseguendo in queste ore un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento, emesso dal gip di Palermo, su richiesta della dda, ipotizza le accuse di associazione mafiosa, scambio elettorale politico-mafioso, estorsione, danneggiamento.

I politici coinvolti

Coinvolti nell’operazione anche due esponenti politici: sono finiti nei guai infatti anche Tra gli arrestati ci sono due esponenti politici l’ex deputato regionale del Pd Paolo Ruggirello e l’ex Assessore comunale di Trapani Ivana Inferrera. Ruggirello è accusato di associazione mafiosa, mentre Inferrera è indagata per voto di scambio politico-mafioso.

Secondo gli inquirenti, i due politici si “offrivano” ai mafiosi, proponendosi come “punti di riferimento” per i clan. In alcuni casi erano arrivati perfino ad affidare agli stessi clan la gestione della campagna elettorale.

Le accuse verso Ruggirello

Ruggirello, 52 anni, trapanese, eletto all’Ars due volte, è stato deputato questore. Candidato alle ultime elezioni politiche, ma non è però stato eletto. Le accuse a Ruggirello riguardano proprio le politiche del 2018, e guardando indietro, anche le regionali del 2017.

Ruggirello e Cosa nostra

Secondo gli inquirenti, l’ex deputato 53enne avrebbe partecipato a “riunioni riservate” anche con persone ritenute vicine al boss Matteo Messina Denaro. Gli inquirenti ritengono che Ruggirello avrebbe “preso parte a Cosa Nostra quale politico destinatario delle preferenze elettorali fatte confluire da esponenti dell’associazione nel corso di varie consultazioni elettorali”. Il tutto fornendo “un concreto e specifico contributo per garantire gli interessi del sodalizio mafioso, cui metteva a disposizione – per il tramite di singoli affiliati, con i quali intratteneva rapporti continuativi ed ai quali si rivolgeva anche per questioni personali – l’influenza e il potere derivanti anche dalla sua posizione di deputato regionale dell’Assemblea Regionale Siciliana”.

Gli accordi

E ancora, Ruggirello “garantiva piena disponibilità per tutelare gli interessi della famiglia mafiosa di Mazara del Vallo, anche relativi a futuri finanziamenti pubblici, attraverso accordi raggiunti con Michele Accomando, appartenente alla famiglia“. Secondo il gip infatti, “prometteva di interessarsi per far assumere a tempo indeterminato, presso l’Azienda Ospedaliera Sant’Antonio Abate di Trapani, Margherita Buracci, figlia di Giovanni Buracci, appartenente alla famiglia mafiosa di Campobello di Mazara“. Inoltre, “esercitava pressioni politiche per far sì che Calogero Giambalvo, nipote dell’associato mafioso Vincenzo La Cascia, subentrasse come consigliere comunale a Castelvetrano, quale primo dei non eletti, e prometteva allo stesso Giambalvo opportunità di lavoro all’interno del Parco archeologico di Selinunte“. E avrebbe anche accettato “quale referente provinciale del movimento politico ”Articolo 4”, l’inserimento nella lista del movimento di una candidata, Daria Razziano, indicata espressamente da Filippo Sammartano, esponente della famiglia mafiosa di Campobello di Mazara”.

La posizione del Procuratore Lo Voi

Per il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, Ruggirello avrebbe “rappresentato il ponte tra la mafia e le istituzioni, al punto tale da avere offerto somme di denaro per ottenere aiuto per le elezioni 2017″. “Fatta salva la sua presunzione di innocenza”, tiene a sottolineare Lo Voi, che continua: “Il Gip lo ha ritenuto un vero e proprio referente politico dell’organizzazione mafiosa, aiutato nel suo percorso elettorale fin dal 2008. Un cambio promesse di incarichi e promesse di posti di lavoro”.

I beni sequestrati

Nell’ambito dell’indagine, i militari hanno individuato una “cellula” di Cosa Nostra nell’isola di Favignana e sequestrato beni per circa 10 milioni di euro, nell’ambito dell’operazione ‘Scrigno’. Sigilli anche al Grand Hotel Florio di Favignana.  

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.