Omicidio Pamela Mastropietro a Macerata: minacciata moglie del testimone

Omicidio di Pamela Mastropietro a Macerata, la moglie del super testimone Vincenzo Marino ha ricevuto una bambola con la testa mozzata e la scritta 'Fate questa fine'".

Pamela Mastropietro
La Corte d'Assise ha respinto oggi la richiesta dei legali di Oseghale di una nuova perizia sui resti di Pamela Mastropietro, fatta a pezzi a Macerata il 30 gennaio 2018
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Omicidio di Pamela Mastropietro a Macerata, la moglie del super testimone Vincenzo Marino ha ricevuto una bambola con la testa mozzata e la scritta ‘Fate questa fine‘”. Vincenzo Marino, pentito di ‘ndrangheta, ha raccolto in carcere le confessioni di Innocent Oseghale, e per questo sarà chiamato a testimoniare alla prossima udienza del 6 marzo.

Marino verrà consegnato coattivamente in udienza. Gli ho consigliato di rimettersi alla clemenza della Corte, rappresentando le sue difficoltà. Ha intenzione di collaborare, ma l’unica remora è la mancanza di protezione“. Queste le dichiarazioni dell’avvocato Maria Claudia Conidi.

Revocata la protezione

Ci furono denunce a suo carico per evasione e minacce, finite nel tempo con assoluzione e archiviazioni”. Ha continuato l’avvocato Conidi. Ai collaboratori di giustizia basta “una qualsiasi denuncia e dopo 15 giorni gli viene revocata la protezione. Ma questa è un’ingiustizia enorme, perché spesso si tratta di denunce pretestuose”.

Per il caso dell’omicidio di Pamela Mastropietro, Vincenzo Marino è diventato teste di accusa di Oseghale. E per questo la sua situazione si è fatta ancora più complicata. “La moglie è già stata oggetto di minacce, le è stata fatta recapitare una bambolina con la testa tagliata e la scritta ‘Fate questa fine‘”.

Marino intende collaborare

Marino ha collaborato, sta collaborando e intende collaborare in futuro“, sottolinea l’avvocato. “Non c’è una ragione logica della revoca della protezione”.

Il legale propone un rinvio della deposizione in attesa di una risposta concreta sulla riammissione al programma di protezione “per consentire a Marino di deporre in maniera più serena”, conclude l’avvocato Conidi secondo la quale sapendo che la sua famiglia è al sicuro avrà “la mente più lucida e la deposizione sarà più lineare e proficua”.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.