Don Peppe Diana, un francobollo per rendergli omaggio a 25 anni dall’omicidio

A 25 anni dal suo omicidio per mano della camorra, a Casal di Principe è prevista una giornata per rendere omaggio a Don Diana, e in quell'occasione verrà presentato un francobollo in suo onore.

Don Peppe Diana
A 25 anni dal suo omicidio per mano della Camorra, un francobollo ricorderà don Diana

Venticinque anni fa la camorra ammazzava Don Peppe Diana, con Nunzio De Falco, Giuseppe Quadrano, Mario Santoro e Giuseppe Piacenti ad incarnare la volontà dei Casalesi di fermare quel prete che, per “amore del suo popolo”, combatteva i soprusi dei malommi bufalari.

A pochi giorni dall’anniversario del suo assassinio, al parroco campano verrà dedicato un francobollo. Bene ma non benissimo. Ecco il programma delle celebrazioni in quel di Casal di Principe per il prossimo 19 marzo: alle 7.30 è prevista una Santa Messa presso la parrocchia dove don Peppe venne ammazzato, San Nicola di Bari, quando un killer interruppe l’ultima funzione della vita del parroco con cinque proiettili tutti messi a segno.

Il programma della giornata

Poco dopo, a Casa Don Diana, che è un bene confiscato alla camorra e gestito dal comitato che porta il nome del prelato martire, è prevista la conferenza stampa di presentazione del francobollo a cui parteciperà il titolare del Mise. Alle 10.00 partirà il corteo che attraverserà il paese per raggiungere il cimitero di Casal di Principe. Dopo un momento di preghiera ci saranno gli interventi delle autorità, che non mancano mai per celebrare i morti ma misteriosamente si desustanziano nel difendere i vivi. Le scuole della Forania casalese animeranno le piazze cittadine per tutto il pomeriggio e fino al momento musicale serale. La giornata godrà della promozione della Diocesi di Aversa, del Comune, del Comitato Don Diana, di Libera, di Scuola di Pace, del comitato “Per Amore non Tacerò”, di Agesci, dei Foulards Blancs e del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti.

Il paradosso

Le parole di don Peppe suonano quasi beffarde, in un periodo in cui il legame perverso fra camorra e politica sembra accreditato ancor più del solito da innumerevoli indagini giudiziarie: “La camorra riempie un vuoto di potere dello Stato che nelle amministrazioni periferiche  caratterizzato da corruzione, lungaggini e favoritismi”. Ad averlo ascoltato prima, non ci troveremmo la sua faccia su un francobollo e gli oggetti delle sue denunce temerarie camminare ancora, spavaldi e sporchi, sulle strade di tutta Italia.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.