Camorra: 30 arresti per il clan Sequino del rione Sanità a Napoli

Arrestate 30 persone a Napoli, ritenute affiliate al clan dei Sequino, dopo un'escalation di violenze e agguati che ha portato agli inquirenti gli elementi necessari per procedere agli arresti

Auto della Polizia
Arrestate 30 persone a Napoli, ritenute affiliate al clan dei Sequino
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Antimafia e carabinieri sparigliano le carte malavitose del Rione Sanità a Napoli: all’alba di stamane le gazzelle del comando provinciale partenopeo hanno fatto irruzione nello storico cuore pulsante della città ed hanno arrestato 30 persone, tutte ritenute affiliate al clan dei Sequino, che in quella zona è in conflitto di interesse e guerra aperta coi “malommi” storici dei Vastarella.

Quella guerra ferocissima, combattuta a colpi di ” “stese” – agguati spesso mortali o intimidatori effettuati con blitz improvvisi su scooteroni – sta interessando le zone del rione ormai da troppo tempo. Gli inquirenti avevano perciò raccolto tutti i circostanziati elementi per calare la scure sul clan più agguerrito che, come sempre accade in ogni faccenda bellica, è quello che ha il compito di scalzare il predominio di chi il potere già ce l’ha.

L’escalation di violenze

Tre anni fa era partita la lunga escalation di agguati, con l’uccisione del boss Vittorio Vastarella ed il ferimento a morte del suo capintrito Vincenzo Lausi. Da allora, malgrado gli appelli del sindaco De Magistris, l’escalation di sparatorie aveva toccato livelli parossistici.

Le ordinanze

Il gip ha firmato ieri ordinanze di custodia cautelare a vario titolo per associazione di tipo mafioso, estorsione, porto abusivo di armi e spaccio di droga. Si tratta di reati ritenuti aggravati da metodo e finalità mafiose, roba serissima in procedura. Il clan Sequino fa ancora capo alla diarchia storica, quella dei capi storici Nicola e Totore Sequino, indicati come soggetti capaci di dare ordini e gestire le politiche espansionistiche del clan anche dal carcere.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.