Pizzaiolo di Napoli rapinato 7 volte invita de Magistris a pranzo

Un appello a ché il Sindaco De Magistris prenda atto di una situazione scontata quanto ormai insostenibile: che a Napoli cioè si vive sotto perenne minaccia delle armi.

Luigi de Magistris
Il Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris

Un appello a ché il Sindaco de Magistris prenda atto di una situazione scontata quanto ormai insostenibile: che a Napoli cioè si vive sotto perenne minaccia delle armi. Lo ha inviato al primo cittadino di Napoli un pizzaiolo che è stato rapinato sette volte in cinque anni.

Dopo l’ultimo blitz in cui aveva rischiato la vita il ristoratore Marco Pellone ha deciso di invitare de Magistris a mangiare una pizza e prendere atto di un’emergenza che rischia di essere dequalificata dalla matrice non associativa dei delinquenti che l’hanno creata e che quotidianamente la foraggiano.

Il titolare non sa più come fare

Il giovane è titolare di una pizzeria nel quartiere di Soccavo, un locale che – come riporta juorno.it – ha avuto una certa notorietà perché prediletto da icone del calcio napoletano degli anni pallonari più fastosi in città. Quel locale è stato rapinato ormai tante di quelle volte che il giovane titolare non sa più come fare.

Non solo e non tanto per difendere la sua attività, quanto piuttosto per preservare la sua incolumità fisica. Veri assalti a mano armata, assalti violenti e ripetuti, messi a segno addirittura il più delle volte da una stessa persona. Il pizzaiolo ha anche riconosciuto la voce del rapinatore come la medesima di almeno altri tre malviventi incappucciati che avevano visitato il suo locale nel passato.

Il locale è diventato un bancomat per i rapinatori

Insomma, quel locale è diventato, come decine di altri a Napoli, come una sorta di “bancomat” fisso a cui i rapinatori prelevano il contante per qualunque esigenza. L’ultima rapina? Cinquecento euro, una pistola puntata alla pancia, una colluttazione e il sudore freddo di aver rischiato di finire in un lago di sangue per cinquecento euro.

Marco non ne può’ più e ha denunciato sia l’assenza di forze dell’ordine sufficienti che il coordinamento di quelle presenti. “Mi appello al Sindaco de Magistris affinché venga a mangiare una pizza da noi. Venga nel quartiere. Ascolti la voce dei suoi concittadini. Qui c’è molta sofferenza. C’è troppa insicurezza, troppo degrado. Lei può fare anche poco, ma quel poco che potrà e vorrà fare per noi della Loggetta è tanto”.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.