«Abito in via Reggimento Arezzo, quattro sfigati morti in guerra»: donna multata a Macerata

Le parole di una donna costate 103 euro per aver offeso, in presenza di pubblici ufficiali, la memoria del 226° Reggimento Fanteria "Arezzo".

226° reggimento Fanteria Arezzo
Offese durante un controllo le sono costate una multa di 103 euro (foto regioesercito.it)

Una giovane è stata sanzionata con 103 euro per aver offeso la memoria dei caduti del 226° Reggimento Fanteria “Arezzo”. «Abito in via Reggimento Arezzo, quei quattro sfigati morti in guerra, e i Carabinieri la multano per una frase pronunciata in spregio di uno dei reparti più colpiti da perdite durante la Grande Guerra».

La vicenda della donna

La donna, come spiega il Corsera, era stata raggiunta da una pattuglia del Norm (Nucleo Operativo Radiomobile) che doveva procedere a generalizzarla a seguito di una indagine per rissa. Alle domande di prammatica dei militari però la donna avrebbe risposto in maniera indispettita e con toni inequivocabili, in quanto a rispetto per i martiri citati nella via in cui risultava domiciliata.

ne parliamo in pausa pranzo

La signora aveva in buona sostanza apostrofato i “caduti” della via in cui viveva come “quattro sfigati”. A metà fra ignoranza storica e amaro dileggio da conversazione con uomini dello Stato, la signora aveva di fatto commesso un illecito, offendendo morti legati alla Patria.

Cosa rappresenta il 226° reggimento

Il 226° reggimento fu uno di quelli che più di tutti si immolarono in Carnia durante le operazioni poi culminate con la disfatta di Caporetto. L’unità ebbe circa 3.000 morti, parte dei quali ha il suo eterno riposo nel Sacrario Militare di Redipuglia.

Gli effettivi della Benemerita sono notoriamente sensibilissimi su queste faccende e, al capo equipaggio non è sfuggito il tono offensivo usato dalla donna per dei morti che chiedono solo pace e un filino di rispetto. La sanzione da 103 euro è stata formalizzata sul posto e appioppata a stretto giro di posta alla maceratese.

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Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.