Morta di freddo dopo essere stata cacciata dal bus, nuova versione

Fonti ucraine e il portale Fakty danno infatti una versione molto meno a senso unico della vicenda, che era stata data in Italia secondo la falsariga della tragedia generata dalla fiscalità di un autista inflessibile e disumano.

21enne russa morta di freddo
21enne russa morta di freddo

Sembra ridisegnarsi lo scenario che aveva generato una notizia riportata qualche settimana fa da quasi tutti i media, quella che dava una 21enne russa morta di freddo su una tratta innevata verso Olewsk perché cacciata da un autista orco dopo essere stata trovata sprovvista di biglietto per andare a trovare la madre.

Nuova versione

Fonti ucraine e il portale Fakty danno infatti una versione molto meno a senso unico della vicenda, che era stata data in Italia secondo la falsariga della tragedia generata dalla fiscalità di un autista inflessibile e disumano.

Sia chiaro, le notizie nulla pregiudicano del dramma assoluto della studentessa, ma alcuni elementi fattuali divergono completamente dalla versione che, gioco forza, aveva colonizzato web e testate cartacee per giorni.

La ragazza, Iryna Dvoretska, morta per ipotermia dopo l’uscita alle 3,30 del mattino dal pullman che la stava portando dalla madre, secondo il quotidiano Fakty pare avesse chiarito in una telefonata alla sorella subito dopo essere scesa dall’autobus che lei voleva assolutamente andare a trovare la madre anche se la stessa le aveva sconsigliato di mettersi in viaggio di notte, ma non faceva menzione alcuna del presunto episodio dell’autista che l’aveva cacciata dal mezzo perché sprovvista di denaro sufficiente a pagare la corsa.

Le proibitive condizioni meteo

La sorella aveva invece rilevato una certa “tigna” nel voler raggiungere la meta, una sorta di intestardimento poco comprensibile con quelle proibitive condizioni meteo. L’accompagnatore della giovane alla fermata del mezzo poi, aveva ammesso che sia lui che Iryna si erano pesantemente ubriacati nelle ore precedenti.

A quel punto si innesta la nuova versione sull’episodio centrale: l’autista avrebbe semplicemente chiesto alla ragazza di pagare per poi disinteressarsi completamente di lei. Dopo qualche fermata e mentre il conducente aiutava con i bagagli due nuovi passeggeri Iryna sarebbe lestamente scesa di sua spontanea volontà dal mezzo, forse dopo aver fatto due conti, come accade quando chiunque al mondo cerca di fare il “portoghese” ma sa di essere incappato in una verifica imminente.

Decisione di incamminarsi per i boschi

Da lì, la telefonata alla sorella e la decisione di incamminarsi per boschi, dove di lì a poco l’ipotermia l’avrebbe uccisa. Altro elemento mutuato dalla società di trasporto: nei confronti dell’autista non sono stati presi in questi giorni provvedimenti.

Elemento medico finale ma non confermato da referto: dall’autopsia effettuata sul corpo della ragazza parrebbero confermate le testimonianze raccolte dalla polizia di Zythomyr sugli altri passeggeri, quelle che davano la giovane a bordo visibilmente in stato di ebbrezza etilica. Secondo Fakty-Commentarii l’indagine proseguirà la settimana prossima con ulteriori testimonianze da raccogliere.

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Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.