Forno crematorio, a Napoli conferenza stampa con il morto per l’inaugurazione

Apre il primo forno crematorio di Napoli. E l'inaugurazione è avvenuta con tanto di salma bruciata alla presenza del Vicesindaco Enrico Panini.

Tempio crematorio
Apre il primo forno crematorio di Napoli

Si sa che la civiltà nasce quando l’uomo inizia a seppellire i suoi morti. Ma la civiltà 2.0, pare, si misura sulla capacità di cremare i propri morti. Così, riporta Fanpage, per lo meno è a Napoli, dove un tweet che sembra uscito dalla penna di Edgar Allan Poe annuncia l’apertura del primo forno crematorio del cimitero della città:“Oggi, con la #cremazione della prima #salma, abbiamo aperto il primo #fornocrematorio al #cimitero di #Napoli. La città aspettava questo momento da oltre #20anni!”.

Festa grande, dunque, per l’inaugurazione del servizio, che ovviamente però è un po’ difficile da mettere in funzione senza la materia prima. E quindi, conferenza stampa con il morto. Il primo ad avere l’onore di essere incenerito nel primo forno crematorio pubblico di Napoli.

ne parliamo in pausa pranzo

Niente sindaco a tagliare il rovente nastro però. Luigi de Magistris ha lasciato la lugubre incombenza al suo vice Enrico Panini, con tanto di intervista a sfondo salma in bruciatura.

Il commento dei delegati Efi

Si tratta di una vicenda che ha dell’assurdo, e a rimarcarlo sono stati
Gennaro Tammaro e Alessio Salvato, delegati Efi, l’associazione che raggruppa gli operatori privati del settore delle onoranze funebri. “Era l’inaugurazione del forno crematorio, l’hanno trasformata nell’apertura del Pizza Village, non rendendosi neanche conto di quanto aberrante sia pubblicare sui social network il video di una cremazione e andarne fieri”,hanno spiegato. “Il vicesindaco Panini, anziché postare video lesivi della dignità e del dolore altrui, guardasse a casa sua. Il Comune ha ancora il suo da fare per mettere in regola l’intero comparto. Festeggiamo l’apertura del forno crematorio di Napoli che, ribadiamo, da solo non servirà comunque a smaltire l’intero carico di richieste che viene dal territorio. Ci hanno messo un’eternità per una soluzione che da sola non risolve il problema. E festeggiano come vedere una bara entrarci dentro sia la vittoria dello scudetto».

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Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.