San Valentino 2019, impazzano le pubblicità sessiste

Una carrellata di pubblicità di dubbio gusto per San Valentino, da quella del Niji Roma a quelle degli anni scorsi della Keyaku. Ma il problema resta la cultura di fondo.

Pubblicità sessite per San Valentino
Pubblicità sessite per San Valentino

Siamo vicini a San Valentino, e da qualche giorno sono tornate alla ribalta le pubblicità che sponsorizzano regali ed eventi per la festa dell’amore. L’occasione è stata accolta al volo anche da Niji Roma, un locale che ha pubblicato sui suoi profili social una pubblicità per San Valentino che ha scatenato una pioggia di polemiche. E forse anche a ragione.

La pubblicità incriminata che compare nelle storie in evidenza del profilo instagram del locale.

Un ragazzo biondo tiene tra le braccia una svenevole ragazza in abiti succinti, e sopra, l’eloquente frase: “perché sedurle quando puoi sedarle?”. Molti si sono scagliati contro questa pubblicità, tanto che il locale l’ha dovuta rimuovere da Facebook. Ma non da Instagram, dove compare ancora tra le storie in evidenza.

Il locale è corso ai ripari, ripubblicando lo slogan senza foto. Nel post la proprietaria spiega: ” Oggi siamo stati criticati per questo ‘slogan’. Questo post non è stato fatto con nessun intenzione di mancanza di rispetto verso nessuna donna, in quanto il Niji è un locale di accoglienza verso ogni essere umano e che accanirsi verso un post Così è al quanto esagerato. “sedarle” facciamo riferimento alla nostra arte nel bere, non a casi o a persone in prima persona… Al contrario il post è stato scritto con l’intenzione di strappare un sorriso e non alludendo ad altro!!!!! Ognuno vede ciò che vuol vedere..” .

Il problema del fraintendimento

Quindi il problema non è della pubblicità fraintendibile, ma del resto del mondo che fraintende. C’è da dire che in un Paese dove femminicidi e violenze sulle donne sono all’ordine del giorno, bisognerebbe forse prestare più attenzione alle parole e alle immagini che si usano. Voluto o meno, se molti hanno frainteso, il problema non è dei molti. E soprattutto, l’idea che si possa ironizzare usando parole del genere sottolinea il fatto che in Italia il problema non è ancora preso sufficientemente sul serio. Le pubblicità veicolano messaggi, e una post in cui un ragazzo belloccio è sul punto di approfittare (il “perché sedurle”) di una ragazza semicosciente (“se puoi sedarle“) stimola l’immaginario maschile a pensare che sia legittimo approfittare di una donna, soprattutto in quelle condizioni.

I commenti degli utenti

Comunque, sono molti utenti non hanno gradito il post di commento della proprietaria del locale:

Le altre pubblicità sessiste

Ma il Niji Roma è in buona compagnia nel campo delle pubblicità sessiste.

Come diementicare le chicche degli anni scorsi della Keyaku, negozio di articoli elettronici e elettrodomestici calabrese, che prima pubblica un “A San Valentino mettiglielo in mano”, con un cellulare che cade nella mano di una ragazza; e poi per pubblicizzare una lavatrice espone grandi cartelloni con un equivocabilissimo “a San Valentino mettila a 90′”?

In poche parole sembra che San Valentino ispiri, da questo punto di vista. Ma girando sul web, a voler cercare, di pubblicità come queste se ne trovano in gran numero. Da quella dei Giovani coltivatori che mostra come “una tira l’altra”, con una serie di ragazze associate da ciliegie, a quella di un ottico, che si fa pubblicità con una bella ragazza che dice “te la do gratis…la montatura”. Insomma, ce n’è per tutti i (pessimi) gusti.


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Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.