Nuovi emoticon, arriva anche quello del “pene piccolo”

Una valanga di nuovi emoticon sta per tracimare sulle chat e sulla messaggistica social. La Unicode Foundation sta per promuovere infatti la più grande slavina di faccette, animali e simboli semantici degli ultimi anni.

Uno dei nuovi emoticon
Uno dei nuovi emoticon

Sul web è pronto a sbarcare l’emoticon del “pene piccolo”, con buona pace di buon gusto e miti sessuali da tenere in caldo, almeno fino alla verifica empirica che ti spedisce la ganza a ridacchiare in bagno mentre tu scortichi il linonleum in cerca di un tana dove arrossire. E’ in ottima compagnia, non sempre così futile.

Una valanga di nuovi emoticon sta per tracimare sulle chat e sulla messaggistica social. La Unicode Foundation sta per promuovere infatti la più grande slavina di faccette, animali e simboli semantici degli ultimi anni.

ne parliamo in pausa pranzo

I tempi di diffusione del nuovo reggimento di immaginette saranno via centellinati dalle compagnie telefoniche, che ormai giocano a mandare in vacca la concorrenza anticipando il periodo canonico di rilascio degli emoticon, che è autunnale come funghi e caldarroste.

I nuovi emoticon

Nel pattuglione figurano immagini che, al di là della connotazione insindacabilmente fru fru delle stesse, paiono quanto meno occhieggiare al politically correct. Si va dai cani guida per non vedenti alle gocce di sangue per i donatori, ai disabili e ai gay che si tengono per mano fino ad uno zoo rinnovato che include scimpanzé, lontre, puzzole et similia (mancano solo i parameci, Paride Orfei incatenato e il ragno violino) per finire con un robusto innesto di prodotti da cucina per la gettonatisisma sezione cibo.

“Dindarolo timido”

E poi c’è lui: l’emoticon del “dindarolo timido”, questo a dirla lasca, del “pipino piccolo” a essere un filino più realistici. Attenzione, da qualche parte spunterà prima o poi una spiegazione logica di questo parto che non rimandi al consumo di popper degli sviluppatori. A ben vedere infatti, l’emoji in questione mima semplicemente il gesto che convenzionalmente si fa quando si vuole indicare una piccola quantità, di tempo magari o di materia.

La lettura per cui la materia medesima e il senso dell’iconuccia rimandino a ciò che pencola fra le gambe dei maschietti, nello specifico alla sua veste minimal, è ancora congettura. Congettura ma gajarda. Quasi tutti i siti di informazione hanno rilanciato per tutta la giornata il tam tam sui nuovi arrivi e l’attenzione degli utenti, che in materia di virtuale sanno essere maliziosetti abbestia, si è concentrata maniacalmente solo e soltanto su quella mano con de dita a delimitare lo spazio fra un orgasmo sognato e un “capita a tutti caro”. Rocco Siffredi, ovviamente, non aggiornerà Wathsapp.

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Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.