Mafia siciliana, clan tengono in ostaggio Siracusa e Ragusa

Eppure, sembra che i media nazionali ne abbiano già parlato abbastanza di queste due provincie siciliane che già da tempo sono sotto le grinfie di diversi clan.

La Repubblica del 7 agosto 1985
La Repubblica del 7 agosto 1985

Siracusa. Tra droga, tentati omicidi, processi lunghi e arresti vari, quest’ultimi spesso vani, il clima mafioso e delinquenziale nella provincia di Siracusa e Ragusa sembra non voler terminare.

Eppure, sembra che i media nazionali ne abbiano già parlato abbastanza di queste due provincie siciliane che già da tempo sono sotto le grinfie di diversi clan.

Si aspetta…

Chi vi scrive, lo fa dopo anni di denunce e se nulla contasse lo scrivente, già il famoso giornalista – sotto scorta – Paolo Borrometi ne ha parlato lungamente tanto da far aprire discussioni nella scorsa legislatura presso le “Commissioni Antimafia Parlamentari”, ma qui si attende e si attende ancora.

Ad attendere sono anche i locali commissariati di Polizia di Stato, con pochi agenti, auto, attrezzature d’avanguardia e soprattutto stipendi miseri; potremmo continuare con i tribunali, ormai pochi, carichi di fascicoli e udienze ma poveri di magistrati.

Ahimè, come difficile scrivere della propria terra bella lasciata al disastro da chi promette e lascia “leggi obsolete”.

Istituti penitenziari pieni

Istituti penitenziari pieni e poche guardie, non potevano mancare i guai anche qui, luogo di reinserimento sociale dove mancano anche figure “chiave”, ma non la musica neomelodica, quella dedicata ai boss, e se scambi due chiacchiere con un ex detenuto la cosa che ti dice subito se gli chiedi cosa ne pensa dei carceri italiani, risponde: “’u sistema nun funziona!“.

Intanto fuori qualcosa si muove, le agenzie funebre nascono dall’oggi al domani con prezzi, per ogni funerale, intorno alle cinquemila euro, e se gli chiedi perché i costi sono così alti, ti rispondono: “Le bare costano molto e gli operai vogliono essere pagati subito“, è tutto un teatro all’aerea aperta in cui non si deve neanche pagare il biglietto per capirne la drammaturgia!

Traffico di droga

Infine ci sono i continui trasporti di stupefacenti a chili verso Malta via Pozzallo (RG), continuamente o quasi bloccati dai militari della guardia finanza, questo a conferma che la droga dalla Sicilia viene esportata a Malta, tramite automezzi, e non viceversa.

Non possiamo non trattare di alcuni imprenditori che astutamente e truffando i propri dipendenti, aprono con prestanomi altre aziende, dichiarando il fallimento e lasciando dipendenti, che magari ogni giorno compiono chilometri per recarsi al posto di lavoro, in mezzo ai guai anche con le banche.

Non possiamo, come ciligiena sulla torta, non denunciare il carburante venduto illegalmente, che alcuni operai fanno uscire dalle compagnie petrolifere site nella zona industriale di Priolo Gargallo (SR).

Vogliamo aggiungere altro?

Solo “May day=Che dio ci aiuti”

Maurizio Inturri
Nato ad aprile dell'74, negli anni in cui la mafia si "lasciava" espandere nella mia bella Sicilia, non potevo che essere innamorato della cronaca nera, soprattutto d'inchiesta. Laureato in Scienze della comunicazione nel 2016 e con un Executive Master in Scienze Criminologiche,ho collaborato con diverse testate giornalistiche. Sono autore e scrittore del libro "Cogito ergo sum…ma non troppo!", edito nel 2015 su Youcanprint, e tra qualche settimana uscirà il mio nuovo libro incentrato su mafia e servizi segreti.