No Tav Torino-Lione: la protesta per l’arrivo di Salvini

Matteo Salvini ha deciso di giungere in Val di Susa per vedere i lavori per la realizzazione della Tav Torino-Lione. Protestano i "No Tav".

Protesta No Tav
Protesta No Tav a Chimonte durante la visita di Matteo Salvini

Tensioni tra i manifestanti “No Tav” e le forze dell’ordine a Chimonte (Torino). Questa mattina è giunto in Piemonte Matteo Salvini. Circa cinquanta manifestanti hanno tentato di forzare un varco del cantiere. Gli agenti di Polizia hanno impedito che le persone si potessero avvicinare.

Contestata la visita al tunnel della Tav di Salvini

Il Sindaco di Susa Sandro Plano, che da anni si sta battendo per la non realizzazione della Tav, ha commentato la visita del Ministro dell’Interno.

«Quando una va nella tana del lupo, è normale che ci sia tensione. Pur non condividendo le azioni violente, la protesta esiste. È una visita che non serve niente, sono parate pubblicitarie che lasciano il tempo che trovano. Era meglio che restasse a Roma e si confrontasse con il suo collega di Governo. Noi, qui, ci aspettiamo delle decisioni in tempi brevi. Si tratta di un’opera che non serve».

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Di Maio sceglie di non recarsi sul posto

Luigi Di Maio, in riferimento alla questione della Tav, è stato chiaro. «Io personalmente non vado a Chiomonte perché ancora non è stato scavato un solo centimetro del tunnel. Per me il cantiere non è un’incompiuta, è un mai iniziato».

«La Tav Torino-Lione è una spesa che può benissimo essere dirottata sulla metro di Torino, o sulla autostrada Asti-Cuneo. Lasciamo i soldi in quel territorio, ma investiamoli per cose importanti e prioritarie».

Le parole di Salvini

«Prima si fa meglio è. I Cinque Stelle hanno ragione perché il progetto è partito probabilmente sovrastimato, si può controllare, si può rivedere, limare, ma ci sono 25 km di tunnel scavati sotto la montagna, ritengo sia più utile spendere i soldi per finirla. Si stanno facendo tanti tunnel nelle Alpi. Tutti stanno andando avanti, noi saremmo gli unici che si fermano – ha dichiarato Salvini – affermando che il suo auspicio è che i lavori ripartano il prima possibile. 

«Ci sono in ballo 50mila posti di lavoro fra diretti e indiretti. In un momento di crisi economica – conclude Salvini – rinunciarvi e mettere a rischio il lavoro delle aziende mi sembra poco sensato».

Alessandro Artuso
Nato a Roma il 18 giugno 1991, ho conseguito la laurea triennale presso l'Università della Calabria e la magistrale all'Università degli Studi di Messina. Giornalista pubblicista, da luglio 2018, ho maturato la mia prima esperienza lavorativa con la redazione calabrese ottoetrenta.it con la quale collaboro da aprile 2015. Ho lavorato nell'azienda Silicon Make App producendo articoli inerenti a tematiche come Sviluppo app, Web marketing e Social media marketing. Interessato alle notizie a tutto tondo, mi pongo come elementi imprescindibili la ricerca e il controllo delle fonti.