Skype in carcere, il commento dell’associazione Antigone

Il commento di Alessio Scandurra, Coordinatore dell'Osservatorio nazionale sulle condizioni di detenzione dell’associazione Antigone, in merito al provvedimento dei collegamenti via Skype dalle carceri.

Skype in carcere
Skype in carcere

Il Ministero della Giustizia, attraverso un provvedimento, ha esteso su larga scala il processo di telecomunicazione dei carcerati con i propri familiari su Skype. La circolare del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha valutato con positività lo strumento per le relazioni a distanza con figli, genitori o coniugi alleggerendo, di fatto, il peso degli spostamenti.

Il processo si è esteso dopo un periodo di rodaggio che si è tenuto soltanto in alcune case circondariali.

Il commento di Alessio Scandurra

Alessio Scandurra, membro del Comitato Direttivo e Coordinatore dell’Osservatorio Nazionale sulle Condizioni di Detenzione dell’Associazione Antigone, ha commentato a CiSiamo.info il provvedimento posto in essere.

«Ho letto la notizia – dichiara Scandurra – e devo dire che la situazione analizzata si stava già svolgendo all’interno di alcune carceri. In questi anni abbiamo chiesto in giro che utilizzo se ne facesse. In realtà il risultato non era dei migliori. Sicuramente molti si preoccuperanno per la sicurezza ma devo dire, a questo riguardo, che ormai siamo nel 2019».

«Tutte le carceri hanno a loro disposizione le strutture per le video conferenze. Al loro interno, infatti, già è possibile ascoltare dei testimoni nell’ambito di un qualsiasi processo. Non è un grande passo ma era ora di farlo. Un tempo Skype era visto come un’alternativa o un ripiego – continua – mentre oggi molte relazioni passano da lì».

Contatti con l'esterno via Skype
Contatti con l’esterno via Skype (Foto Osservatorio Antigone)

Contatto con i propri familiari

Una situazione assolutamente positiva anche per i più piccoli che potranno avere un contatto audio-visivo rimanendo nella propria dimora. «Il mondo ormai è cambiato – afferma Scandurra –. I bambini, già da quando sono piccoli, utilizzano questi strumenti. I costi tecnici, a tal riguardo, sono veramente limitatissimi»

La sicurezza nelle carceri tramite i colloqui Skype

Ovviamente oltre alla sicurezza c’è da sottolineare il fatto che il provvedimento non sia, per ovvi motivi, esteso a tutti i detenuti. I casi saranno infatti valutati con molta attenzione. «Si dà ovviamente spazio – continua Scandurra – a chi ha familiari che sono all’estero oppure lontani dalla casa circondariale. Si vuole privilegiare, in questo caso, chi non ha fatto dei colloqui da vicino con i propri figli e anche chi non ha ricevuto delle visite vis-à-vis nell’ultimo mese».

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Alessandro Artuso
Nato a Roma il 18 giugno 1991, ho conseguito la laurea triennale presso l'Università della Calabria e la magistrale all'Università degli Studi di Messina. Giornalista pubblicista, da luglio 2018, ho maturato la mia prima esperienza lavorativa con la redazione calabrese ottoetrenta.it con la quale collaboro da aprile 2015. Ho lavorato nell'azienda Silicon Make App producendo articoli inerenti a tematiche come Sviluppo app, Web marketing e Social media marketing. Interessato alle notizie a tutto tondo, mi pongo come elementi imprescindibili la ricerca e il controllo delle fonti.