Teresa Manzo, 4 strafalcioni in un intervento per la deputata 5 Stelle

Teresa Manzo, con la sua voce che quasi non si sente perché coperta dal rumore degli applausi scroscianti a lei rivolti, commette ben quattro strafalcioni linguistici in un solo intervento.

Alla trasmissione di Rai Radio1 Un giorno da pecora, Giorgio Lauro e Geppi Cucciari hanno ironizzato sugli strafalcioni linguistici della deputata del M5S Teresa Manzo durante un suo intervento in aula. Sono ben quattro in appena un minuto.

Un “popularsi”

Teresa Manzo, con la sua voce che quasi non si sente perché coperta dal rumore degli applausi scroscianti a lei rivolti, commette ben quattro strafalcioni linguistici in un solo intervento. Inizia con il dire che in televisione e sui giornali vediamo un “popularsi” di opinionisti.

Trovare maggior “dettaglio” in un altro Paese

E ancora: “I giovani se ne sono dovuti andare per cercare maggior “dettaglio” in un altro Paese”. Qui l’web si è scatenando. Qualcuno ha scritto su Facebook: “Ha ragione, si cerca sempre il dettaglio, la cosa che ti manca”.

“A sbaffo”

Continua con il dire che i politici non prenderanno più pensioni a sbaffo (invece che a sbafo).

Giovani tenuti “a parcheggio”

Infine conclude dicendo che i giovani erano stati messi su un divano “a parcheggio” (qualunque cosa voglia dire). E anche qui l’web non l’ha perdonata, in molti hanno ricalcato la battuta di Geppi Cucciari: “Non si trova mai parcheggio, ora che lo trovi…”

La reazione dell’Aula

Durante il suo intervento, la Manzo è stata interrotta più volte. E qui nulla di strano. Il problema risiede nel fatto che le opposizioni sono sembrate interromperla non per sottolineare i suoi strafalcioni, ma solo perché non sembravano condividere quello che stava dicendo (come di consueto).

Pubblichiamo il video integrale dell’intervento per dimostrare che non è stato montato ad arte.


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Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.