Sea Watch 3, bloccato il tratto di mare attorno alla nave

La capitaneria di Porto di Siracusa ha bloccato il tratto di mare attorno alla Sea Watch 3, per impedire altre visite a bordo dopo quella di ieri dei tre parlamentari che erano riusciti a salire a bordo. Ora, sbloccare l'impasse spetta alla magistratura, che dovrà valutare il comportamento del comandante.

Sea Watch 3, bloccato il tratto di mare attorno alla nave
Sea Watch 3, bloccato il tratto di mare attorno alla nave

La Capitaneria di Porto di Siracusa blocca la navigazione nello specchio d’acqua all’interno della Baia di Santa Panagia, “per un raggio di mezzo miglio dalla posizione di ancoraggio della nave Sea Watch 3“.

Nell’ordinanza, pubblicata anche sul sito della Capitaneria, si legge che “è interdetto, anche ai fini della tutela dell’ordine pubblico e sanità pubblica, alla navigazione, ancoraggio e sosta con qualunque unità, sia da diporto che ad uso professionale e ogni altra attività connessa agli usi civili del mare non espressamente autorizzata, lo specchio d’acqua nella Baia di Santa Panagia” .

Le motivazioni

Il provvedimento mira a bloccare altre visite a bordo, dopo quella di ieri da parte di tre parlamentari che sono riusciti a salire a bordo. Niente staffetta degli Onorevoli del Pd, dunque.

Salta la staffetta del Pd

Pd che aveva già schierato in prima fila Maurizio Martina, già a Siracusa da ieri. Il quale aveva detto di aver raggiunto la città per “tenere alta l’attenzione e cercare di dare una mano assieme alle tante associazioni che stanno lavorando su questo fronte”. E aveva aggiunto: “La cosa fondamentale è mettere in sicurezza questa persone ed evitare che si giochi sulla loro pelle un altro tempo di questa campagna sbagliata che il governo ormai ha armato da mesi. Chi sta violando la legge è il governo italiano“. Come riferisce Repubblica, alla staffetta avrebbero dovuto partecipare Davide Faraone, Carmelo Miceli, Matteo Orfini, Fausto Raciti, Valeria Sudano e Francesco Verducci.

L’intervento della magistratura

La situazione è dunque di impasse,e difficilmente potrebbe sbloccarsi senza un intervento della magistratura. A cui ora, sempre secondo Repubblica,  spetta il compito di valutare il comportamento del comandate, e se questo possa essere paragonato a quello della nave Diciotti. E in effetti la Procura di Siracusa si trova oggi a dover mettere sul piatto della bilancia da una parte la relazione della Capitaneria sulle condizioni a bordo della Sea Watch, e dall’altra quella della Guardia di Finanza sulle motivazioni per cui la nave ha puntato verso l’Italia.

I fatti da valutare

Da una parte quindi, le condizioni sanitarie e di sicurezza della nave sono precarie, perché a bordo ci sono 69 persone tra migranti ed equipaggio, quando la Sea Watch 3 potrebbe portarne solo 22. Dall’altra però sulla nave della Ong pende l’accusa di aver deliberatamente punatato verso l’Italia nonostante le condizioni meteo avverse, invece di cercare riparo nel più vicino porto tunisino. La Sea Watch si difende spiegando che la Tunisia non non ha risposto in quella occasione alla richiesta di far attraccare la nave al porto di Zarzis, da cui era stata già rifiutata, e per quello l’unica possibilità era dirigersi verso la costa siciliana.



Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.