Ciro Siciliano, vittima dimenticata del nazifascismo

Ciro Siciliano è nato Portici, il venerdì 20 Novembre 1908, da Enrico Siciliano e da Maria Peluso. Da giovane si è arruolato nell’Arma dei Carabineri. Con il grado di maresciallo, dal settembre 1930, è stato posto al comando della stazione di Forno di Massa.

Ciro Siciliano
Ciro Siciliano

“Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”. Ecco la citazione più conosciuta dell’opera teatrale di Bertolt Brecht Vita di Galileo. E come dargli torto? Avere bisogno di eroi presuppone, tra l’altro, che ci siano problemi che noi, le persone comuni, non siamo in grado di affrontare e risolvere. Però, mi permetto umilmente di aggiungere, che è ancora più sventurata la terra che dimentica i propri eroi, che sputa sulle loro tombe. E noi, italiani, lo facciamo spesso.

Certo, non tutti gli eroi vengono dimenticati. Ricordiamo spesso alcune delle vittime, alcuni degli eroi italiani che hanno combattuto il nazifascismo. Ricordiamo e celebriamo (giustamente!) figure come quella di Giorgio Perlasca, di Salvo D’Aquisto o di Giovanni Palatucci.

Tuttavia, per ogni eroe ricordato, ne dimentichiamo dieci. Noi di CiSiamo.info, per ricordare i tanti eroi dimenticati, abbiamo deciso di raccontare e approfondire la storia Ciro Siciliano, vittima dimenticata del nazifascismo.

Ciro Siciliano.

Ciro Siciliano è nato Portici, il venerdì 20 Novembre 1908, da Enrico Siciliano e da Maria Peluso. Da giovane si è arruolato nell’Arma dei Carabineri, dopo aver frequentato la scuola per sottufficiale. Con il grado di maresciallo, dal settembre 1930, è stato posto al comando della stazione di Forno di Massa, un piccolo paese di cavatori posto ai piedi della catena delle Alpi Apuane, in provincia di Massa Carrara.

Arriva la guerra, o meglio arrivano le fasi finali della guerra. Dove la pietà non trova spazio. Dove non si concedono tregue. Dove non si fanno eccezioni. Arriva il 9 giugno 1944 e Ciro Siciliano accoglie amichevolmente in caserma un gruppo di ribelli del nazifascismo. Il gruppo è guidato da Marcello Marosi (noto con il nome di battaglia di comandate Tito).

Alla sparuta formazione, che ha occupato il piccolo paese, in attesa della festa patronale, Ciro Siciliano ha concesso «… la possibilità di installare il comando partigiano» nella locale stazione dei Carabinieri.

La mattina del 13 giugno

La mattina del 13 giugno, il paese si è trovato in mezzo a una tempesta di fuoco e piombo tra le truppe tedesche della terza Compagnia della l35a Festun Brigade e i militi della X Mas arrivati da La Spezia con la formazione partigiana rimasta a presidio del paese.

Nel corso del conseguente duro rastrellamento, i crucchi uniti ai miliziani repubblichini, iniziano ad ammassare gli abitanti del borgo davanti alla caserma, in attesa di giustiziarli.

Ciro è a casa, in licenza di convalescenza a causa di una forte febbre. Apprende la notizia della rappresaglia e si catapulta fuori dell’abitazione. È convinto che «… fare il proprio dovere dia senso all’esistenza». Senza esitare indossa la divisa e corre «… al comando germanico per perorare la liberazione di tutti gli abitanti e dei quattro carabinieri, che erano stati rastrellati».

Ha tentato «… in tutti i modi di evitare la tragedia incombente», offrendo invano perfino la sua vita in cambio di quella degli altri.

La condanna a morte

Per non aver ostacolato l’ingresso delle bande di partigiani in paese, Ciro Siciliano viene ritenuto reo di favoreggiamento e di collaborazionismo. Senza processo, viene condannato a morte dai nazifascisti.

Viene trasportato alla chiesetta della vicina località denominata Sant’Anna, insieme ad altri 51 ostaggi. Li lo aspetta, fucili alla mano, il plotone di esecuzione. Compie un solo gesto: apre la camicia e mostra il petto ai crucchi «… Sono pronto», conclude.

Medaglia d’argento al valore civile

Il trentaseienne maresciallo ordinario Ciro Siciliano, comandante della Stazione Carabinieri di Forno di Massa, il giovedì 13 Giugno 1944, muore a Forno di Massa, in provincia di Massa Carrara.

È stato «… sommariamente giustiziato dai repubblichini comandati dal tenente Umberto Bertozzi della X Flottiglia MAS». Per il suo comportamento, nel 1955 gli viene concessa la medaglia d’argento al merito civile.

Medaglia d’oro al merito civile alla memoria

Ci vorranno, però altri 50 anni per appuntagli (simbolicamente, si intende) al petto, quello stesso petto mostrato con sprezzo ai tedeschi, la medaglia d’oro al merito civile alla memoria.

L’alta onorificenza gli è stata conferita dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, con questa motivazione: «In licenza di convalescenza, appreso che le truppe tedesche avevano catturato per rappresaglia la popolazione di Forno di Massa con il chiaro intento di passarla per le armi, con ferma determinazione e sprezzo del pericolo, affrontava il comandante del contingente tedesco riuscendo ad ottenere la liberazione di tutti gli anziani, le donne, i bambini ed i religiosi, venendo però a sua volta fucilato dai nazifascisti, unitamente ad altri 51 uomini inermi. Chiaro esempio di elevatissime virtù civiche ed eccezionale senso del dovere, spinti fino all’estremo sacrificio. – 13 giugno 1944, Forno di Massa».

Premio-concorso Maresciallo Ciro Siciliano

Dall’anno 2007, ideato dall’Associazione Eventi sul Frigido, sostenuto dall’Amministrazione civica di Forno di Massa e promosso dall’Arma dei Carabinieri, si è tenuto il premio-concorso Maresciallo Ciro Siciliano – Pace giustizia libertà democrazia. Premio rivolto in particolare agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado del territorio apuano, i quali affrontano il tema della memoria della vicenda accaduta nel giugno del 1944, attraverso elaborati scritti, poesie, interviste e disegni.

L’eroe dimenticato

Dal triste giorno del suo estremo sacrificio, «… la memoria di Siciliano è rimasta confinata tra i monti apuani, senza alcuna eco a Portici», fin quando, il 27 Settembre 2012, l’Amministrazione comunale porticese lo ha commemorato.

Per rinnovarne ai posteri il ricordo, alla parete a sinistra del portone d’ingresso al civico di via San Cristoforo, dove l’eroico concittadino è nato, ha fatto apporre una targa commemorativa.

Sulla piccola lapide di marmo bianco, si legge la seguente epigrafe: CITTÀ DI PORTICI. QUI IL 20/11/1908 NACQUE CIRO SICILIANO MARESCIALLO ORD. DEI CARABINIERI MEDAGLIA D’ORO AL MERITO CIVILE TRUCIDATO DAI NAZIFASCISMI IN FORNO DI MASSA IL 13/06/1944.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.