Giornata della memoria 2019, la farsa va in scena

C'è il rischio che sarà la solita farsa, la solita pantomima, la solita passerella politica, la solita fiera del luogo comune.

Striscione contro Salvini e Di Maio
Striscione contro Salvini e Di Maio

Giornata della memoria, il teatro è già pronto, i posti vuoti tra poco si riempiranno. Il sipario è ancora chiuso, ma presto le lunghe pareti di stoffa rossa verranno aperte come le pagine di un libro, le luci illumineranno il palco e gli attori entreranno in scena, raggiungeranno le loro posizioni e cominceranno a recitare il loro copione. Un copione che non ha nulla di nuovo e che non ha niente di originale. Un copione che è lo stesso da molti anni a questa parte.

Gli attori in questione, chiamati a recitare una parte non adatta a loro, sono le più alte cariche dello stato, sono i politici e i vip che hanno bisogno di applausi, di consensi da strappare con facilità.

Per adesso gli attori sono ancora nei camerini. Devono prepararsi per bene. Devono svestirsi delle loro giacche e cravatte, delle loro divise rubate alle forze dell’ordine, degli abiti riservati alle serate mondane. Al posto di questi abiti devono indossare i costumi di scena. Giacche nere, fasce da lutto e, per le donne, cappelli con la retina scura.

La fiera del luogo comune

Poi, quando tutto sarà pronto, entreranno finalmente in scena e diranno le loro battute. Poche righe a testa, se no si rischia di annoiare. Diranno che la Giornata della memoria è ‘importante per non dimenticare‘ (e grazie, avevo bisogno di sentirmelo dire da loro).

Diranno che ‘l’umanità è ancora lontana da raggiungere quegli obbiettivi di pace e fratellanza che dobbiamo perseguire’ (che poi è un po’ quello che dice tutti gli anni Miss Italia).

Diranno che ‘non bisogna parlare ma passare ai fatti’ (e dopo averlo detto non solo non faranno niente, ma non parleranno nemmeno più, ma questo è quasi un bene).

Insomma sarà la solita farsa, la solita pantomima, la solita passerella politica, la solita fiera del luogo comune.

Alcuni dovranno indossare perfino delle maschere. Serie, tetre, tristi. Le loro facce, per l’occasione, sarebbero poco credibili.

I vigliacchi

Qualcuno, poi, durante la recita, alzerà il dito verso un nemico e ne approfitterà per addossare a lui tutte le colpe di questo mondo.

Di solito questo compito è riservato ai membri che non sono al Governo, i più affamati di applausi, i più desiderosi di ottenere consensi. D’altra parte è normale: si sa, i politici hanno sempre tutte le soluzioni a tutti i problemi, ma solo quando sono all’opposizione.

Questi sono i peggiori. Questi vigliacchi approfitteranno dell’occasione e poi si riterranno in sordina, aspettando la prossima ricorrenza utile per uscire dalle tane in cui si sono rintanati dopo le elezioni e mordere ancora alle spalle.

Non dimenticate quello che state dicendo

Ora, fate tutto quello che volete. Dite tutto quello che volete. Anche un messaggio banale può, dopotutto, essere significativo. Anche un messaggio stupido può essere d’ispirazione per le orecchie affamate. Però, per favore, non dimenticatevi di quello che state dicendo. Sarebbe troppo bello se iniziaste a metterlo in pratica, ma questo, al giorno d’oggi, è qualcosa di utopistico.

Sopratutto, quei messaggi positivi che hanno scritto altri, e che voi ripetete a voce alta, non diteli solo oggi. Ripeteteli di tanto in tanto. Per favore, non buttate via i vostri costumi di scena che oggi indosserete per andare ad affittare i prossimi.

Uno dei prossimi appuntamenti, per l’appunto, una delle prossime recite, andrà in scena l’8 marzo, nel giorno della feste della donna. Già lo so, le vostre giacche nere, i vostri cappelli con la retina scura, le vostre fasce da lutto finiranno nei cassonetti. E nei negozi, nelle sartorie, andranno esauriti i nastri rosa, quelli da indossare durante la recita intitolata ‘No alla violenza sulle donne’.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.