Parlamentare gay brasiliano lascia l’incarico e “scappa da Bolsonaro”

Troppe le minacce di morte a suo carico. La clamorosa notizia, battuta da tutte le agenzie in queste ore, riguarda l'insegnante Jean Wyllys.

Il Presidente del Brasile Jair Bolsonaro
Il Presidente del Brasile Jair Bolsonaro

Parlamentare gay brasiliano lascia l’incarico: troppe le minacce di morte a suo carico. La clamorosa notizia, battuta da tutte le agenzie in queste ore, riguarda l’insegnante Jean Wyllys, che proprio in queste ore avrebbe già fisicamente abbandonato il Brasile di Bolsonaro – non certo tenero con i gay – per dedicarsi all’insegnamento in una località segreta. Ma perché segreta? Perché Wyllys è stato fatto oggetto di una spaventosa escalation di minacce di morte, che a suo dire erano cresciute in maniera esponenziale dopo quella che, per la comunità LGBT carioca, era stata una vera data spartiacque: l’assassinio a Rio De Janeiro della consigliera Marielle Franco e del suo autista.

L’assassinio di Marielle Franco

La donna, gay, di colore, attivista per i diritti dei diritti umani e delle persone lgbt, nonché consigliera comunale, era stata uccisa a 38 anni nella notte fa il 14 ed il 15 marzo 2018 mentre stava rientrando nella favela di Complexo do Mare. Tredici colpi di pistola sparati a bruciapelo da un’auto che si era affiancata a quella della donna avevano stroncato vita, speranze e sogni, suoi e del suo collaboratore autista Pedro Gomes. Da quel giorno erano partite, secondo una intervista rilasciata dal parlamentare fuggitivo al quotidiano Fohla de S. Paulo, le minacce di morte che Wyllys aveva letto come una impennata, un voler alzare il tiro ed inquadrare in tacca di mira uomini pubblici gay con ruoli sempre più importanti.

Tra l’altro fra la consigliera uccisa l’anno scorso e il parlamentare c’era una consolidata e sincera amicizia da tempo. L’avvicinarsi dell’anniversario dell’assassinio della Franco, anche alcune lettere anonime gli avrebbero trucemente indicato come buona occasione per “togliersi dai coglioni” anche lui, ha spinto l’uomo a rinunciare al mandato parlamentare e fuggire all’estero. Wyllys avrebbe espressamente chiesto ad alcuni suoi fiduciari di tacere anche sul contenuto di sporadiche conversazioni dove lui indicava luoghi che avrebbe gradito visitare.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.