Base Nato di Comiso, diventerà una cittadella per favorire scambi culturali e commerciali

Si è concluso il processo di "civilizzazione" dell'Aeroporto di Comiso, un tempo base militare Usa, importantissima nel quadro geopolitico durante la guerra fredda.

Base nato di Cosimo
L'ex base Nato di Comiso.

Da base missilistica Nato a cittadella per favorire scambi culturali e commerciali sfruttando la posizione geografica strategica nel cuore del mediterraneo. Oggi si è ufficialmente concluso il processo di “civilizzazione” dell’Aeroporto di Comiso, un tempo base militare Usa, importantissima nel quadro geopolitico durante la guerra fredda, al Comune della città kasmenea.


Sono 85 ettari pieni di immobili, oggi dismessi, che un tempo furono alloggi di soldati americani con 112 missili Cruise pronti a essere innescati in ogni momento.

Da simbolo di guerra e divisione tra i popoli a punto di riferimento per le diverse comunità del mediterraneo che vorranno confrontarsi e condividere progetti.

Cosa esattamente diventerà il sedime di 85 ettari ancora non è del tutto chiaro. Di sicuro ci sarà una piattaforma cargo per potenziare il settore commerciale dell’Aeroporto Pio La Torre, per il resto vi sono già tanti Enti istituzionali, ma anche soggetti privati italiani e stranieri, che hanno avanzato delle istanze.

Una idea sposata totalmente dall’attuale Sindaco Mariarita Schembari è quella di far nascere una cittadella, un polo universitario dedicato agli studi dell’aeronautica.

Con il trasferimento formale dell’area di riferimento da parte del Governo alla Regione, quindi al Comune di Comiso, si aprono sicuramente scenari nuovi e la speranza delle Istituzioni locali è che questo possa contribuire a rilanciare il piccolo Aeroporto Pio La Torre, operativo per gli scali civili dal 2013 e oggi in grandi difficoltà economiche e gestionali.

Dal Comune si chiede l’inserimento del sedime, ex base Usa, da parte della Regione nelle Zone Economiche Speciali (Zes), mentre dal governo palermitano si attendono risposte da Roma.

“Adesso – ha commentato l’assessore regionale Marco Falcone, presente alla cerimonia di trasferimento dell’area – abbiamo bisogno del Governo nazionale perché si concretizzi la continuità territoriale, ciò ci aiuterebbe ad accorciare le con il resto del Paese”.

A rappresentare il Governo Conte, nel corso della cerimonia, c’era il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta.

“Questa cessione – ha affermato – rientra perfettamente in quelle che sono le linee di programma del Ministero della Difesa che si mette a disposizione dei cittadini e con i cittadini vuole collaborare perché questo Paese finalmente esprima tutte le potenzialità che ha”.

“Partiamo – ha aggiunto – quindi dai territori, dai cittadini, dalle esigenze, là dove vi sono dei beni che possiamo gestire in comune lo facciamo, là dove ci sono dei beni che per interesse della Difesa devono rimanere al Governo li rispettiamo, ma se riconosciamo che vi sono delle aree che possono rappresentare delle fonti di sviluppo per il nostro Paese, le cediamo”.

Carmelo Riccotti La Rocca
Sono nato a Ragusa il 19/04/1982 e sono iscritto all'ordine dei giornalisti, elenco pubblicisti, dal 2006. Sono corrispondente del quotidiano regionale "La Sicilia", dell'agenzia stampa "Italpress" e collaboro, da freelance, con varie testate giornalistiche, tra le quali "Il Fatto Quotidiano", ed emittenti televisive locali. Sono anche cofondatore e direttore dei quotidiani provinciali "Novetv.com" e "Ondaiblea.it". Mi occupo principalmente di cronaca, ma ho anche realizzato vari approfondimenti e inchieste su temi legati all'ambiente e ai diritti. Nel 2018 ho vinto, insieme alla collega Martina Chessari, il premio internazionale Marco Luchetta per un reportage sul caporalato realizzato nella fascia trasformata del ragusano e pubblicato su "La Sicilia". La premiazione è stata trasmessa da Rai 1 in occasione della serata "I nostri Angeli".