Sea Watch, i migranti saranno ospitati della Chiesa Valdese nel Mediterranean Hope

Il "Mediterranean Hope - Casa delle Culture" è il progetto finanziato dalla Chiesa Valdese che ospiterà i migranti della Sea Watch.

Mediterranean Hope
Mediterranean Hope, la Casa delle Culture che ospiterà i migranti della Sea Watch.

Alcuni dei migranti della Sea Wacht 3, sbarcati a Malta dopo un’odissea di 19 giorni, potrebbero essere trasferiti presso il centro “Mediterranean Hope” di Scicli, nel ragusano.

Da parte del Governo non sono arrivate ancora notizie ufficiali in merito, ma c’è stata, invece, la disponibilità della Federazione delle Chiese evangeliche ad accogliere almeno dieci dei 49 migranti scesi mercoledì scorso a Malta dopo un lunghissimo tira e molla istituzionale.

“Siamo in attesa di risposte ufficiali – spiega Giovannella Scifo, responsabile del “Mediterranean Hope” – sappiamo benissimo che i tempi non saranno brevi, ma intanto ci stiamo preparando ad un loro eventuale arrivo per poterli accogliere al meglio”.

Il “Mediterranean Hope – Casa delle Culture”, progetto finanziato dalla Chiesa Valdese, si trova nel centro storico di Scicli, un paese di 27mila abitanti della Provincia di Ragusa inserito nella lista dei beni patrimonio dell’Unesco.

L’ apertura del Centro di accoglienza, avvenuta nel 2014, venne accompagnata da polemiche e proteste proprio per la scelta dell’ubicazione e il timore che potesse recare disagi alla comunità.

Col passare degli anni in tanti si sono ricreduti, la Casa delle Culture è anzi diventata un punto di riferimento per molti, divenendo anche un luogo fisico all’interno del quale organizzare incontri, eventi culturali e dibattiti di vario genere proposti da diverse Associazioni.

Il “Mediterranean Hope”, che conta su una struttura composta da 4 appartamenti, al momento ospita 33 persone e sono principalmente siriani arrivati attraverso i corridoi umanitari e giovani donne nigeriane.

Le possibili proteste

L’arrivo dei migranti della Sea Watch 3 a Scicli, però, potrebbe essere accompagnato da un’azione di protesta.

La polemica arriva da Maria Borgia, responsabile provinciale di Forza Nuova, che si dice pronta a presentare addirittura una denuncia per razzismo ai danni degli italiani.

“Ciò che ci indigna – afferma Maria Borgia- è apprendere che esistono fondi e programmi personalizzati per accogliere famiglie con donne e bambini immigrati, la stessa tipologia assistenziale che ha visto nel tempo tante mamme con bambini sciclitani rivolgersi al centro Mediterranean Hope di Scicli e che, invece, hanno ricevuto solo porte in faccia e nessun aiuto concreto”.

Carmelo Riccotti La Rocca
Sono nato a Ragusa il 19/04/1982 e sono iscritto all'ordine dei giornalisti, elenco pubblicisti, dal 2006. Sono corrispondente del quotidiano regionale "La Sicilia", dell'agenzia stampa "Italpress" e collaboro, da freelance, con varie testate giornalistiche, tra le quali "Il Fatto Quotidiano", ed emittenti televisive locali. Sono anche cofondatore e direttore dei quotidiani provinciali "Novetv.com" e "Ondaiblea.it". Mi occupo principalmente di cronaca, ma ho anche realizzato vari approfondimenti e inchieste su temi legati all'ambiente e ai diritti. Nel 2018 ho vinto, insieme alla collega Martina Chessari, il premio internazionale Marco Luchetta per un reportage sul caporalato realizzato nella fascia trasformata del ragusano e pubblicato su "La Sicilia". La premiazione è stata trasmessa da Rai 1 in occasione della serata "I nostri Angeli".