Neonato in mare per 24 ore, salvato dall’Ong Open Arms

Il salvataggio è avvenuto nel tratto di mare di fronte Al Khoms, a est di Tripoli. Lo ha scritto su Twitter il fondatore dell'Ong spagnola, Oscar Camps.

Il neonato salvato in mare
Il neonato salvato in mare

Un neonato è stato salvato dalla nave dell’Open Arms poche ore dopo la nascita, avvenuta su una spaigga della Libia. Il salvataggio è avvenuto nel tratto di mare di fronte Al Khoms, a est di Tripoli. Lo ha riferito su Twitter il fondatore dell’Ong spagnola, Oscar Camps. “La sua breve vita è in pericolo. O salvi una vita o taci una morte”. Il bambino è sbarcato insieme alla mamma a Malta, che ha però rifiutato gli altri migranti a bordo della nave, soccorsi nei giorni scorsi dalla stessa Ong.

“Ha partorito due giorni fa su una spiaggia libica – continua il fondatore di Open Arma -. Ha passato quasi 24 ore in mare finché non li abbiamo salvati. Abbiamo chiesto a Malta l’evacuazione medica urgente del neonato perché la sua vita qui è in pericolo. Aiutateci. L’odissea non finisce qua dobbiamo salvare la vita di questo piccolo. Nel Mediterraneo non c’è Natale, come è evidente si continua a partire”.

Le parole del Ministro dell’Interno Matteo Salvini

Matteo Salvini è intervenuto sulla questione. “La nave Open Arms, di una Ong spagnola con bandiera spagnola, ha raccolto 200 immigrati e ha chiesto un porto italiano per farli sbarcare, dopo che Malta ha detto di no. La mia risposta è chiara: i porti italiani sono chiusi! Per i trafficanti di esseri umani e per chi li aiuta, la pacchia è finita“.

La replica di Gino Strada

“Questa è assenza di umanità. Salvini chiude i porti per la nave Open Arms carica di migranti? “Il solito bullismo nell’affrontare quelle che sono tragedie per altre persone”, ha dichiarato Gino Strada, fondatore dell’Ong italiana Emergency.

“Spero che reagiscano in molti, che comincino a farsi sentire. Io, personalmente, non ne posso più di leggere giornali su Salvini con chi canta o con chi va a letto. Piuttosto si dedicassero di più a recuperare i 49 milioni della Lega e destinarli ai migranti”.

Le accuse di Laura Boldrini

Il no di Matteo Salvini all’attracco nei porti italiani della nave della Ong Open Arms “dimostra che il Ministro Salvini, il segretario del partito che deve 49 milioni di euro a cittadini italiani, è ancora al palo nella gestione della questione migratoria“. Ha commentato così Laura Boldrini, ex Presidente della Camera. “Questa operazione è il miglior regalo di Natale possibile per Salvini, perché così può dimostrare di esistere”, ha proseguito. La parlamentare Leu rimarca il fatto che fino ad ora non ci siano accordi bilaterali con i Paesi di origine, e neppure una strategia di condivisione con i Paesi europei. Il risultato è l’impossibilità di una soluzione. Negando alla nave della Open Arms l’attracco nei porti italiani, Salvini si comporta “in modo sprezzante nei giorni che precedono il Natale e dimentica non solo i valori della Costituzione ma anche quelli del Vangelo, che si permette di strumentalizzare all’occorrenza”. In questo modo, secondo Laura Boldrini, Salvini può dimostrare davanti al Paese di fare qualcosa, anche se in verità dimostra solo la sua impotenza, visto che non è riuscito a ottenere alcun risultato. E questo, ai danni dei più deboli.

Il commento di Laura Boldrini sul Movimento 5 stelle

Laura Blodrini non risparmia le parole dure neppure al Movimento 5 Stelle. E lo accusa“In questi mesi hanno dimostrato di mandare giù ogni boccone amaro in nome del potere. Lo hanno fatto sul decreto sicurezza, sul Global Compact. Salvini ha detto che l’Italia non doveva partecipare a quella strategia, il cui obiettivo è stabilire riferimenti per una immigrazione ordinata e regolare. Ma a lui questo non interessa”. In buona sostanza, secondo l’ex presidente della Camera, I 5 Stelle sono completamente asserviti: sono vassalli di Salvini“.

I ringraziamenti a Open Arms

Laura Boldrini ringrazia l’Ong Open Arms per aver salvato vite umane nel Mediterraneo. E conclude: “Trovo che sia molto sconfortante che dopo 6 mesi di governo gialloverde non vi sia alcuna gestione del fenomeno migratorio tranne l’interdizione all’attracco nei porti italiani, quando a bordo ci sono persone che meriterebbero solo di essere assistite e curate”.

 

 

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.