Global Compact: cos’è e cosa significa

Tra polemiche più o meno fondate è stato approvato il Global Compact, un accordo internazionale di cooperazione per la gestione delle migrazioni.

Bandiera dell'Europa

Il Global compact for safe, orderly and regular migration è un documento, la cui stesura era prevista nella dichiarazione dell’Assemblea Generale dell’ONU sui rifugiati e immigranti del 2016. Il testo è stato adottato nella Conferenza intergovernativa che si è tenuta a  Marrakech, in Marocco, il 10 e 11 dicembre. L’obiettivo dei Paesi firmatari è quello di operare una più stretta collaborazione in materia di migrazione internazionale.

Il Global Compact non è un trattato internazionale. Non ha valore vincolante, e infatti nel testo si ribadisce “il diritto sovrano degli Stati di determinare la loro politica migratoria nazionale e la loro prerogativa di governare la migrazione all’interno della loro giurisdizione, in conformità con il diritto internazionale” . Fornisce delle linee guida per una gestione comunitaria delle migrazioni, basandosi sul principio di responsabilità.

La struttura del Global Compact

Le linee guida

Il testo del Global Compact è basato su dieci linee guida:

  • centralità della persona
  • cooperazione internazionale
  • sovranità nazionale dei Paesi sottoscriventi
  • stato di diritto e giusto processo
  • sviluppo sostenibile dei paesi di origine, di transito e di destinazione dei migranti
  • diritti dell’uomo
  • rispetto delle specificità di genere ma con uguaglianza nei diritti
  • diritti dei bambini
  • approccio globale alle migrazioni
  • approccio della società alle migrazioni

La distinzione tra migranti e rifugiati

Il testo si struttura su 23 obiettivi, per “ottenere una migrazione sicura, ordinata e regolare”, che si basano su due princìpi cardine. Il primo è che “i rifugiati e i migranti hanno diritto agli stessi diritti universali umani e fondamentali libertà, che devono essere rispettate, protette e soddisfatte in ogni momento.” . Il secondo aggiunge una specifica, e cioè che migranti e i rifugiati sono gruppi distinti, governati da quadri giuridici separati. Solo i rifugiati hanno diritto alla specifica protezione internazionale come definita dalla legge internazionale sui rifugiati. Questo Global Compact si riferisce ai migranti e presenta una struttura cooperativa che affronta la migrazione in tutti le sue dimensioni.”

I 23 obiettivi

Gli obiettivi proposti dal Global Compact sono questi:

  1. raccogliere e utilizzare dati precisi come base per politiche basate sull’evidenza
  2. minimizzare i fattori avversi e i fattori strutturali che costringono le persone a lasciare il proprio Paese di origine
  3. fornire informazioni accurate e tempestive in tutte le fasi della migrazione
  4. assicurare che tutti gli immigrati abbiano la prova della propria identità legale e la documentazione adeguata
  5. maggiore disponibilità e flessibilità dei percorsi per la migrazione regolare
  6. facilitare il reclutamento lavorativo equo ed etico e salvaguardare le condizioni che garantiscono un lavoro dignitoso
  7. affrontare e ridurre i punti di vulnerabilità nella migrazione
  8. salvare vite umane e stabilire sforzi internazionali coordinati sui migranti dispersi
  9. rafforzare la risposta transnazionale al contrabbando di migranti
  10. prevenire, combattere e sradicare il traffico di persone nel contesto della migrazione internazionale
  11. gestire i confini in modo integrato, sicuro e coordinato
  12. rafforzare la certezza e la prevedibilità nelle procedure di migrazione per una valutazione una valutazione e un rinvio appropriati
  13. utilizzare la detenzione dei migranti solo come misura di ultima istanza e lavorare verso alternative
  14. migliorare la tutela, l’assistenza e la cooperazione durante le migrazioni
  15. fornire accesso ai servizi di base per i migranti
  16. aiutare migranti e società a realizzare la piena inclusione e la coesione sociale
  17. eliminare tutte le forme di discriminazione e promuovere un’opinione pubblica basata sull’evidenza dei fatti per modellare le percezioni della migrazione
  18. investire nello sviluppo delle competenze e facilitare il riconoscimento reciproco delle competenze e delle qualifiche
  19. creare condizioni per i migranti per contribuire pienamente allo sviluppo sostenibile in tutti i Paesi
  20. promuovere un trasferimento più rapido, più sicuro e più economico dei rimpatri e favorire l’inclusione finanziaria dei migranti
  21. cooperare per facilitare la reinserimento sostenibile nella società
  22. stabilire meccanismi per la portabilità dei diritti previdenziali e dei benefici ottenuti
  23. rafforzare la cooperazione internazionale e le partnership globali per una migrazione sicura, ordinata e regolare

I Paesi firmatari

All’assemblea Generale delle Nazioni Unite del 2016 erano stati 190 i Paesi firmatari  del Global Compact, ribattezzato “Dichiarazione di New York” dalla città in cui era stato sottoscritto. Tuttavia alla Conferenza intergovernativa di Marrakech dell’11 dicembre 2018, solo 164 Paesi hanno firmato per adottare il testo. L’approvazione definitiva è arrivata il 19 dicembre 2018, con 152 voti favorevoli, 5 contrari e 11 astenuti, tra cui anche l’Italia.

Le motivazioni delle polemiche

Molti Paesi hanno trovato nell’approvazione del Global Compact motivo di scontro.Non solo Belgio, a cui la firma del Global Compact è costata le dimissioni del Premier Michel, ma anche Italia. Il perché delle polemiche sull’accordo è facile da intuire: si paventa la perdita di sovranità nazionale in materia di immigrazione. E infatti sono gli schieramenti europei di destra, e dichiaratamente xenofobi, a opporre resistenza. Eppure, leggendo il testo del Global Compact appare chiaro che si tratta di timori infondati, perché l’accordo non prevede regole o leggi non votate dai cittadini attraverso il Parlamento. Stabilisce invece degli obiettivi da realizzare attraverso leggi che saranno pensate e attuate da ogni singolo Paese, in base alle proprie esigenze.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.