Falso sito INPS per il reddito di cittadinanza: la bufala che ha ingannato molte testate

Secondo quanto riportato da molte testate, il sito IMPS, ideato da Ars Digitalia, avrebbe ottenuto più di 300mila iscrizioni solo durante la prima settimana. Ma un programmatore dell'agenzia di comunicazione smentisce.

Il sito IMPS
L'esperimento condotto dall'agenzia di comunicazione Ars Digitalia ha ingannato molte testate.

Reddito di cittadinanza: è questo uno degli argomenti alla ribalta in questi giorni. E non solo tra gli utenti che cercano risposte su internet, ma anche tra le testate giornalistiche. Così l’esperimento condotto dall’agenzia di comunicazione Ars Digitalia ha ingannato alcune testate, che hanno diffuso dati falsati riguardanti le iscrizioni al sito.

Secondo quanto riportato da molti articoli, il sito denominato IMPS – Istituto di Provvidenza Solare, che propone di spiegare al cittadino chi ha diritto al Reddito di Cittadinanza e come fare ad ottenerlo, avrebbe raccolto 300mila iscrizioni solo la prima settimana, per poi salire fino a mezzo milione.

Contattata dalla nostra redazione, Ars Digitalia spiega: Sappiamo che sono più di 300mila le persone che hanno compilato. Siamo sul milione di visualizzazioni. Plausibilmente quelli che hanno compilato sono molti più di 300mila, ma non abbiamo più il sistema di monitoraggio da tempo. Tutt’ora per il tempo di permanenza sul sito possiamo immaginare che le persone compilano anche oltre a leggere.”

Come funziona il sito IMPS

Il sito è costruito con un‘interfaccia semplice e accattivante, e tuttavia un utente mediamente esperto possa facilmente capire che si tratta di un sito fake. La pagina, che come titolo porta “prenota il tuo reddito di cittadinanza 2018-2019” sembra offrire notizie affidabili: spiega che la quota sarà fino a 780 euro per persona singola e fino a 1638 euro a coppia al mese. Scorrendo la pagina notiamo subito una parte in cui viene spiegato chi ha diritto la reddito di cittadinanza, con relativo iter di registrazione e quota.

Chi ha diritto al reddito di cittadinanza

Così scopriamo che hanno diritto a 400 euro mensili tutti i cittadini italiani ed europei, previa compilazione del modulo e pagamento di un bollo di 16,75 euro. Ma anche gli immigrati regolari hanno diritto a 430 euro al mese, e senza il pagamento del bollo. Ed infine, con buona pace dei salviniani, veniamo informati che anche gli immigrati irregolari avranno diritto al reddito di cittadinanza. E per non lasciare fuori nessuno, anche i celiaci. Per loro, il contributo sarà di 735 euro mensili. Il sito offre per gli immigrati una pagina speciale. In alto, si può notare la dicitura “sei un immigrato?”. E qui la vera chicca del sito, che aggiunge un pizzico di satira politca: “once you go black, you will never go back”, avverte il sito, una volta aver avuto accesso alla pagina.

La procedura per iscriversi

Una volta che ci saremo assicurati di far parte di almeno una delle categorie sopracitate ecco che viene chiesto di compilare un modulo con i dati personali. “Alla prima compilazione il sito vi chiederà di condividere per ricevere un reddito di cittadinanza maggiorato (un’idea degna della Casaleggio Associati) e durante la seconda compilazione di alcuni campi che non sono stati inseriti correttamente al primo tentativo, il sito farà di tutto per rendervi impossibile scrivere ed inviare la richiesta. Siate insistenti se volete vedere la fine di questo gioco.”, spiega sul suo sito Ars Digitalia.

“La satira come mezzo di educazione”

È in questo modo che Ars Digitalia spiega il perché dell’operazione. “Dopo una campagna elettorale come quella passata, pensiamo che sia compito della satira, anche molto spinta come quella che abbiamo creato (quasi Luttazziana), far riflettere gli elettori. I partiti ci potranno accusare di star giocando con la miseria delle persone, ma dovranno ammettere di averlo fatto loro in primis giocando su quella miseria per ottenere posti in parlamento con promesse alquanto discutibili. Non c’è nulla da ridere sulle persone che stanno chiedendo aiuto subito dopo le elezioni, potreste aver vinto sui loro reali bisogni e noi riteniamo opportuno per questo motivo educarli.”. E aggiunge: “Se per qualche motivo vi abbiamo offeso ci scusiamo sinceramente, prendete questa solo come un’occasione per imparare ancora una volta a distinguere il vero dal falso.”

Il tentativo quindi è quello di mettere in guardia dai siti fake, per proteggere la privacy. Ma forse, in senso lato, anche di far crescere un po’ di coscienza politica sulle promesse elettorali.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.