Cotton fioc non biodegradabili: dal 1° gennaio addio ai cotton fioc in plastica

E’ quanto si apprende dall'emendamento introdotto nella legge di Bilancio per il 2018 e firmato da Ermete Realacci, ex presidente della Commissione Ambiente della Camera.

Coton Fioc
Stop ai cotton fioc non biodegradabili.

Dal 1° gennaio addio ai cotton fioc in plastica o non biodegradabili. Al loro posto solo quelli con il supporto in materiale biodegradabile che sostituiranno gli altri, i quali non saranno più prodotti e messi in commercio. E’ quanto si apprende dall’emendamento introdotto nella legge di Bilancio per il 2018 e firmato da Ermete Realacci, ex presidente della Commissione Ambiente della Camera.

La stessa norma prevede un altro divieto in vigore dal 1° gennaio 2020. Stop al commercio dei prodotti cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente contenenti microplastiche. Su questa partita è stata importante sia la crescita di sensibilità dell’opinione pubblica sia l’azione delle associazioni ambientaliste in particolar modo Marevivo e Legambiente che avevano appoggiato questo provvedimento”, racconta all’Adnkronos Realacci.

I cotton fioc sono tra i rifiuti che più si trovano sulle spiagge e le microplastiche, prodotte anche dalla degradazione delle plastiche disperse in mare, sono una delle cose più insidiose.

Questo provvedimento, oltre ad avere un imbatto positivo sull’ambiente, può diventare un fattore di competitività per le imprese italiane. Questo almeno secondo il Presidente Symbola. “Questa norma che nasce con chiaro intento ambientale contro il marine litter e che rende l’Italia leader mondiale in questa battaglia ha anche il risultato di rendere più competitive le nostre imprese – continua – perché se l’Italia vieta le microplastiche nei cosmetici lo deve fare il mondo dal momento che l’Italia è leader mondiale nella produzione di cosmetici, il 55% del make up del mondo è fabbricato in Italia. Se noi le eliminiamo, tutti lo devono fare”.

Previsti controlli e sanzioni pecuniarie dai 2.500 fino a 100mila euro e, in caso di recidiva, alla sospensione dell’attività produttiva di almeno un anno. Il presidente di Symbola si dice però tranquillo. “A parte chi l’ha già fatto quest’anno, ci sarà la corsa dei produttori ad anticipare l’applicazione della legge sulle microplastiche. Sono sicuro che la nostra industria cosmetica uscirà rafforzata dal fatto di essere la prima al mondo”.

C’è poi un’ultima partita nella lotta all’inquinamento da plastiche da vincere. L’altro grande filone che c’è è quello della chimica verde. A questo proposito, Ermete Realacci:“Sul fronte della plastica, oltre all’azione che va fatta per limitare l’‘usa e getta’ e per recuperare le plastiche immesse al consumo, e qui abbiamo per la raccolta differenziata un’Italia a velocità diverse, dal punto di vista tecnologico la frontiera è la chimica verde, cioè una chimica di origine vegetale e biodegradabile. Siamo messi bene sia come esperienze sia come brevetti, dobbiamo aiutarci come struttura industriale. L’economia più forte è anche quella che accetta la sfida ambientale e l’Italia ha tutte le condizioni per giocare in serie A in questa sfida”.